Mario Draghi e il governo si riuniranno oggi per modificare il Dpcm entrato in vigore il 6 marzo: una scelta obbligata dall’andamento dei contagi ‘trainati’ dalle varianti più aggressive, in particolare quella inglese, che rendono le attuali misure non sufficienti. Alternative infatti, alla luce dei 20mila casi e dei quasi 400 decessi registrati anche ieri, martedì 9 marzo, non ce ne sono. 

L’appuntamento per la riunione della Cabina di regia è fissato alle 17 a Palazzo Chigi, dove verranno esaminatele le ulteriori misure anti-Covid indicate dal Cts: valutazion che saranno poi portate all’attenzione delle Regioni per una condivisione.

Il punto di partenza sarà il dossier presentato martedì dagli esperti del Comitato tecnico scientifico. L’obiettivo ribadito da Agostino Miozzo e soci è quello di rafforzare le misure per le zone gialle, così come per le zone rosse locali più stringenti, sul modello Codogno, ovvero con una chiusura totale agli spostamenti dai Comuni ‘rossi’ salva l’eccezione per comprovate esigenze di lavoro, salute ed emergenza. 

Ribadita dal Cts anche la necessità di introdurre il criterio dell’incidenza settimanale: con 250 casi ogni 100mila abitanti si dovrà andare automaticamente in zona rossa.

Altra misura suggerita dal Comitato tecnico scientifico è la chiusura nei fine settimana, come già fatto durante il periodo natalizio. La blindatura del weekend mette in dubbio anche la riapertura di cinema e teatri stabilita col Dpcm a partire dal 27 marzo in zona gialla: allo studio c’è la possibilità di consentire le riaperture solo dal lunedì al venerdì, come era già stato fatto per mostre e musei.

Tra le indicazioni fornite anche quelle relative alla campagna di vaccinazione: secondo il coordinatore del Cts  la vaccinazione va estesa a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibili.

Di fatto le misure chieste dal Cts sono l’ultima carta prima di un lockdown nazionale, uno spauracchio che nessuno vuole mettere in atto e che tutti tentano di esorcizzare, almeno a parole. 

Diverse “fonti di governo”, scrive l’Ansa, confermano infatti che non è sul tavolo al momento l’ipotesi di un lockdown generalizzato. A confermarlo già ieri le parole del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Vanno guardati i dati di settimana in settimana. Sicuramente un rafforzamento di alcune misure è necessario. Nel frattempo la vaccinazione va avanti”, ha spiegato l’esponente dei 5 Stelle, sottolineando di non essere favorevole a un lockdown generalizzato “ma a misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree. Un rafforzamento in alcune aree del Paese vi è già stato con le nuove Regioni che hanno cambiato colore”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia