Il rischio concreto di dover richiedere tutto, o quasi, ad un anno dal primo lockdown. È lo scenario illustrato dagli esperti del Comitato tecnico scientifico, convocati questa mattina dalla Cabina di regia per segnalare al governo Draghi le possibili nuove misure restrittive per impedire l’espandersi dei contagi dovuti in particolare alla più aggressiva variante inglese.

Ma cosa hanno suggerito i membri del Cts? Secondo quanto appreso dalle agenzie, l’obiettivo sarebbe quello di rafforzare le misure per le zone gialle, così come per le zone rosse locali più stringenti, sul modello Codogno, ovvero con una chiusura totale agli spostamenti dai Comuni ‘rossi’ salva l’eccezione per comprovate esigenze di lavoro, salute ed emergenza. Altra misura suggerita dal Comitato tecnico scientifico è la chiusura nei fine settimana, come già fatto durante il periodo natalizio.

Tra le indicazioni fornite alla Cabina di regia anche quelle relative alla campagna di vaccinazione: secondo il coordinatore del Cts Agostino Miozzo la vaccinazione va estese a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibili.

La decisione sembra quindi ormai presa: il Dpcm entrato in vigore sabato 6 marzo sarà modificato con l’entrata in vigore dei nuovi divieti. L’incubo, come detto, è quello delle varianti più aggressive e che rischiano anche di compromettere l’efficacia dei vaccini: i numeri della sola giornata di lunedì hanno fatto registrare in Italia 13.902 nuovi casi a fronte di 184.684 tamponi e 318 vittime, con un tasso di positività superiore al 7 per cento e i decessi arrivati tragicamente oltre la soglia dei 100mila.

Si dice contrario all’ipotesi di un lockdown nazionale, “qualcosa di generalizzato”, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a margine di una manifestazione davanti a Palazzo Chigi. “Vanno guardati i dati di settimana in settimana. Sicuramente un rafforzamento di alcune misure è necessario. Nel frattempo la vaccinazione va avanti”, ha spiegato l’esponente dei 5 Stelle, sottolineando di non essere favorevole a un lockdown generalizzato “ma a misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree. Un rafforzamento in alcune aree del Paese vi è già stato con le nuove Regioni che hanno cambiato colore”.

 

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia