E’ iniziata alle 18 di sabato 31 ottobre la riunione del Comitato tecnico-scientifico con al centro l’analisi della curva epidemiologica di Coronavirus. I contagi continuano ad crescere in modo costante (31.758 quelli di oggi) e il Governo è a lavoro per varare il nuovo Dpcm con misure più restrittive.

Per la giornata di oggi, tuttavia, non sono attese decisioni ma Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani. Il Cts invece domenica primo novembre terrà un vertice con le Regioni. Il nuovo Dpcm dovrebbe essere varato nella giornata di lunedì 2 novembre, anticipando di qualche giorno le indiscrezioni delle scorse ore. Il Cts fornirà a breve l’elenco dei territori considerati più a rischio.

Dalla stretta, ovvero un lockdown, nei territori a rischio (soprattutto le aree metropolitane delle grandi città come Milano, Napoli, Roma, Torino) all’ipotesi dello stop agli spostamenti tra regioni, fatti salvi motivi di lavoro, salute e urgenza, così come ribadito dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia: “La necessità di una, due, tre settimane di stop in alcuni territori, perché l’indice Rt non è uguale dappertutto”. Secondo il ministro “in questo momento le aree interne non sono nella condizione delle aree metropolitane e nelle aree metropolitane – ha spiegato – c’è una maggior difficoltà perché è legata alla densità di popolazione. E questa cosa evidentemente, in questo momento, va spiegata bene e va rafforzata anche attraverso gli strumenti tecnologici di cui ci siamo dotati”, ha concluso.

Si ipotizzano anche nuove limitazioni ai negozi e un intervento sulla scuola con la didattica a distanza almeno per le superiori.

Il premier Conte alle 13 ha tenuto un nuovo vertice con i capidelegazione dei partiti di maggioranza, il ministro degli Affari regionali Boccia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e alcuni componenti del Comitato tecnico scientifico.

Il governo è al lavoro per capire se dovrà intervenire ancora per fermare il Covid. I criteri sono massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità”, ha dichiarato in mattinata il premier Conte alla festa del Foglio. “Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale nè una palla di vetro, i numeri sono molto preoccupanti in tutta Europa”, aggiunge.

L’ALLARME DELL’ISS – Stando all’ultimo report dell’Iss, relativo al periodo 19-25 ottobre,  l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici di coronavirus è pari a 1,70, con undici regioni classificate a rischio elevato (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto) di una trasmissione non controllata del virus.

Altre otto regioni sono classificate a rischio moderato con elevata possibilità di progredire a rischio alto nel prossimo mese: Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Umbria e nelle Province autonome di Bolzano e Trento. Ma il presidente dell’ISS Brusaferro ha anche confermato che la situazione nazionale “è compatibile con lo scenario 3 verso lo scenario 4”, con alcuni “contesti regionali in cui è importante fare una valutazione di intervento urgente e mirato”.

Ultimatum dalla comunità scientifica: “Stiamo inseguendo il virus da 15 giorni, occorrono chiusure, anche differenziate in base ai contagi”.

IL BOLLETTINO – Resta costante la crescita in Italia dei nuovi casi di coronavirus. Nuovo record di positivi nel bollettino di sabato 31 ottobre. Sono 31.758 i contagi accertati nelle ultime 24 ore emersi dall’analisi di 215.886: dati molto simili a quelli del giorno precedente quando i positivi sono stati 31.084 e i tamponi 215.085

Balzo preoccupante dei decessi: oggi 297, ieri 199 (ma in settimana il dato è stato sempre superiore alle 200 unità) per un totale di 38.618 vittime dall’inizio della pandemia.