“Lasciateci in pace, stiamo soffrendo. E’ un dolore inspiegabile, mai avremmo pensato a un epilogo del genere”. Lacrime ma anche tanto contegno quello dei genitori, delle due sorelle maggiori, Valeria e Stefania, e dei familiari di Ornella Pinto. Nel giorno dell’ultimo saluto alla 39enne, uccisa con 15 coltellate dal compagno Pinotto Iacomino, 43 anni, sono circa 300 le persone presenti nel piazzale del Duomo di Napoli.

L’ingresso all’interno della cattedrale è veicolato da due poliziotti che, a causa delle norme anti-covid, hanno lasciato passare soltanto i parenti e pochi amici di famiglia, in totale poco più di una cinquantina di persone. All’esterno invece erano presenti le donne dell’associazione ‘Forti Guerriere’ del Rione Sanità, già scese più volta in strada per chiedere giustizia dopo il femminicidio di Fortuna Bellisario e la scarcerazione del marito dovuta a problemi di salute, le mamme di tutti i compagni di classe del figlio di Ornella oltre alle colleghe e agli alunni del Liceo Artistico Statale dove la 39enne insegnava. Molte le donne che indossano abbigliamenti o accessori di colore rosso.

La liturgia funebre, iniziata intorno alle 11, è stata celebrata dall’arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia con la presenza anche di don Luigi Calemme, parroco della basilica della Santissima Annunziata, frequentata dai genitori di Ornella che vivono a Forcella. “Al primo schiaffo si deve capire dell’inganno che si nasconde dietro al rapporto, perché non c’è amore e non ce ne sarà per nessuno. Fermiamo la violenza chiamandola col suo nome ogni volta che notiamo un livido nascosto” sono le parole del vescovo durante l’omelia. L’uscita del feretro, sorretto dalle donne dell’associazione, è stato accolto da un lungo applauso. “E’ stato un omicidio premeditato, l’ha uccisa mentre dormiva con il figlioletto, nessuno sconto per il marito” spiegano le mamme presenti.

Le attenzioni ora sono tutte concentrate sul figlio della giovane insegnante. Il piccolo ha assistito agli ultimi istanti di vita dalla madre. “Era nascosto sotto le coperte e terrorizzato” ha raccontato il nonno Giuseppe Pinto in una intervista rilasciata nei giorni scorsi a “Il Mattino“. Il bimbo è a casa della zia (la sorella maggiore di Ornella) con i cuginetti più grandi. “Non ha mai visto tutta questa cioccolata, lo stiamo coccolando” commenta un familiare di Ornella all’esterno del Duomo. “E’ orfano due volte: ha perso la mamma e anche chi l’ha uccisa” osserva un’attivista delle “Forti Guerriere”.

Il femminicidio di Ornella ha spiazzato tutti. “Non c’erano avvisaglie, non c’era violenza pregressa” spiega un’amica di famiglia all’esterno della chiesa. L’uomo ha agito sabato notte 13 marzo, pochi giorni dopo la decisione della compagna di chiudere la loro relazione dopo sei anni di convivenza e un figlio che ancora deve compiere quattro anni. E’ entrato nell’abitazione al terzo piano di via Filippo Cavolino, nel quartiere San Carlo Arena, svegliando Ornella e rifilandole ben 15 coltellate, incurante della presenza del bambino che dormiva nel letto insieme alla madre. Dopo la brutale aggressione, Iacomino è fuggito via dicendo a una vicina di casa, probabilmente svegliata dalle urla della donna, “l’ho uccisa“.

Ornella era però ancora viva e ha telefonato alla sorella maggiore, Stefania, che abita nelle vicinanze. Poi il drammatico epilogo al Cardarelli con il decesso avvenuto quattro ore dopo il ricovero mentre il compagno, dopo 350 chilometri percorsi in auto, si costituiva presso la caserma dei carabinieri di Montegabbione (Terni). Adesso è in carcere con l’accusa di omicidio volontario anche se le indagini proseguono per accertare l’eventuale premeditazione dell’uomo che prevede pene fino all’ergastolo.

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 faccio parte della redazione del Riformista.