Le leggi che criminalizzano l’omosessualità sono “ingiuste”, perché Dio ama tutti i suoi figli così come sono. Sono le parole di Papa Francesco in una intervista alla Associated Press, la prima concessa dopo la morte il 31 dicembre dello scorso anno del suo predecessore, il pontefice emerito Joseph Ratzinger.

Un colloquio con la nota agenzia di stampa in cui Bergoglio parlerà anche dei rapporti con Benedetto XVI, molto tribolati secondo le persone più vicine all’ex pontefice, e che da tempo stanno capeggiando una guerra intestina al Vaticano contro il papato troppo “riformista” di Francesco.

Tornando al tema dell’omosessualità, il Papa argentino ha voluto sottolineare ancora una volta che “essere omosessuali non è un crimine”. “È un peccato, va bene, ma prima distinguiamo tra peccato e crimine. È peccato anche mancare di carità gli uni verso gli altri”, ha aggiunto Francesco.

Quanto alle leggi che criminalizzano l’omosessualità, Francesco ha detto che la Chiesa cattolica può e deve lavorare per porvi fine. “Deve fare questo. Deve fare questo”, ha specificato. Francesco ha citato il Catechismo della Chiesa cattolica per dire che i gay devono essere accolti e rispettati, e non dovrebbero essere emarginati o discriminati. “Siamo tutti figli di Dio, e Dio ci ama così come siamo e per la forza che ciascuno di noi combatte per la propria dignità”, ha aggiunto.

Il rapporto con Benedetto XVI e le critiche

Quindi spazio al rapporto con Benedetto XVI, definito “un gentiluomo”. Con la sua scomparsa, spiega il papa nell’intervista, “ho perso un padre”. “Per me era una sicurezza. Ho perso un buon compagno”, le parole di Bergoglio.

Collegata strettamente alla figura dell’ex pontefice tedesco c’è anche la tematica delle critiche di cardinali e vescovi dei circoli più conservatori, scoppiate proprio nelle settimane successive alla morte di Benedetto XVI.

Francesco evidenzia nell’intervista che quelle critiche sono state “come uno sfogo che ti dà un po’ fastidio” ma è meglio che tenerlo nascosto. “Preferisco che non critichino, per amore della tranquillità ma preferisco che lo facciano perché questo significa che c’è libertà di parola”, ha detto nella sua intervista all’agenzia stampa statunitense.

“Se non fosse così ci sarebbe una dittatura a distanza, come la chiamo io, dove c’è l’imperatore e nessuno può dirgli niente. Le critiche ti aiutano a crescere e a migliorare le cose”, ha concluso il Papa.

Francesco e le dimissioni

Altro grande argomento di discussione, riemerso fortemente proprio nel periodo successivo alla scomparsa di Benedetto XVI, riguarda l’eventuale decisione di Bergoglio di dimettersi, proprio come il suo predecessore.

All’Associated Press Francesco sottolinea di non aver nemmeno preso in considerazione l’emanazione di norme per regolare le future dimissioni papali e prevede di continuare il più a lungo possibile come vescovo di Roma.

“Sono in buona salute. Per la mia età, sono normale”, ha detto il pontefice 86enne, anche se ha rivelato che la diverticolosi, era “ritornata”. A Francesco sono stati rimossi 33 centimetri di intestino crasso nel 2021 a causa di quella che il Vaticano ha definito un’infiammazione che ha causato un restringimento del suo colon. Il Papa ha aggiunto che una leggera frattura ossea al ginocchio dovuta a una caduta era guarita senza intervento chirurgico dopo laser e magnetoterapia. “Potrei morire domani, ma è sotto controllo. Sono in buona salute”, ha detto all’Associated Press con il suo tipico senso dell’umorismo.

“Per mia età sono in buona salute, sono normale. Potrei morire domani, ma sono sotto controllo. Chiedo sempre la grazia che il Signore mi dia il senso dell’umorismo”, ha concluso il pontefice.

Redazione