Con la celebrazione della Domenica delle Palme, “siamo entrati nella Settimana Santa. Per la seconda volta la viviamo nel contesto della pandemia. L’anno scorso eravamo più scioccati, quest’anno siamo più provati. E la crisi economica è diventata pesante”. Lo ha detto il Papa all’Angelus aggiungendo: “In questa situazione storica e sociale, Dio cosa fa? Prende la croce”, “si fa carico del male” soprattutto quello “spirituale, perchè il Maligno approfitta delle crisi per seminare sfiducia, disperazione e zizzania. E noi? Che cosa dobbiamo fare?”. Come Maria dobbiamo prendere la nostra “parte di sofferenza, di buio, di smarrimento”.

L’angelus del Papa è particolarmente sentito. Nessuno dimentica le immagini dell’anno scorso quando il papa sedeva da solo in mazzo a una piazza San Pietro deserta. Per primo ha dovuto rinunciare all’incontro con i fedeli i gruppi di preghiera, le celebrazioni, le udienze generali adattandosi allo streaming tanto che, poco tempo fa, prima di partire per il viaggio in Iraq (il 5 marzo) ha confessato a un gruppo di giornalisti americani che a Santa Marta si sente come in prigione.

“La vergine Maria ha seguito il suo Figlio– ha continuato nell’Angelus – Ha preso su di sé la propria parte di sofferenza, di buio, di smarrimento e ha percorso la strada della passione custodendo accesa nel cuore la lampada della fede. Con la grazia di Dio, anche noi possiamo fare questo cammino. E, lungo la via crucis quotidiana, incontriamo i volti di tanti fratelli e sorelle in difficoltà: non passiamo oltre, lasciamo che il cuore si muova a compassione e avviciniamoci. Sul momento, come il Cireneo, potremo pensare: ‘Perché proprio io?’ Ma poi scopriremo il dono che, senza nostro merito, ci è toccato”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.