Per il parco Falcone e Borsellino si avvicina l’ora della rinascita. A riaccendere i riflettori e le speranze sul polmone verde di Pianura è Tommaso Nugnes, assessore all’Ambiente della nona municipalità di Pianura-Soccavo. «Abbiamo rimodulato e riorganizzato fondi e progetti del “Vecchio contratto di quartiere” – spiega l’assessore – che prevedeva la riqualificazione di strade, piazze e parchi. Ci sono tre milioni di euro destinati a questa operazione, di cui 500mila solo per il recupero del parco Falcone e Borsellino». Un progetto grande e ambizioso, quello firmato dagli uffici tecnici della nona municipalità.

«Abbiamo progettato un percorso che collegherà il verde al centro storico di Pianura – racconta Nugnes – Partiamo con la riqualificazione del parco, ma l’opera si estende anche ai beni culturali che lo circondano». A marzo si è concluso il primo step del percorso e bisognerà attendere l’autunno (si spera) per dare il via ai lavori. Un lavoro lungo e complicato, così tanto che i cancelli del parco sono chiusi da più di dieci anni. L’ultimo progetto risale al 2016, ma si concluse con un nulla di fatto e sfumarono tutte le idee i 350mila euro pensati per ripristinarlo. Il giardino pubblico è di competenza della municipalità ma fa comunque capo al Comune che, tuttavia, in questi lunghi anni di abbandono non ha fatto nulla se non stare a guardare. E mentre la municipalità si impegnava a firmare scartoffie e progetti di ogni tipo, grazie anche ai tempi biblici della burocrazia, il parco è stato ripulito da alcuni ragazzi che, non potendone più di stare a guardare, si sono armati di rastrelli e sacchetti e hanno raccolto immondizia e detriti. Loro sono i giovani del gruppo ultrà “80126”.

Tra loro c’è chi percepisce il reddito di cittadinanza e dà una mano, chi di mattina va a scuola e durante il pomeriggio pulisce il parco, chi dopo un passato difficile ha deciso di rimettersi in gioco impegnandosi per il quartiere in cui vive. Quartiere spesso dimenticato da chi dovrebbe occuparsene. Tutto questo succede in una parte della città che rappresenta la seconda municipalità per spazi verdi, che ospita 124mila metri quadrati di verde, otto parchi, tre semi parchi e le scuole hanno a disposizione 39mila metri quadrati di giardini. Eppure quello che dovrebbe essere per i cittadini una straordinaria ricchezza, spesso diventa una discarica a cielo aperto. Facile intuire il perché. A Pianura ci sono solo quattro giardinieri comunali che si occupano della manutenzione del verde e sei giardinieri della cooperativa di volontari “25 giugno”. Un po’ pochi, se si guarda la mappa delle aree verdi.

Ma se il Comune non ha fondi, e di conseguenza neanche la municipalità, come si può recuperare il verde abbandonato? «Affidandolo ai privati»: non ha dubbi l’assessore Nugnes nel suggerire la soluzione. «A Pianura – conclude – tantissimi imprenditori sono impegnati nel sociale, nella manutenzione del verde e dell’arredo urbano. Molti hanno già adottato tutte le aiuole del quartiere. Motivo per il quale sono quattro anni che chiediamo al Comune di estendere l’adozione anche ai parchi». E sono tantissimi i privati della zona che hanno chiesto di potersi prendere cura dei parchi che versano in condizioni disastrose. Nel frattempo, ci si augura presto di vedere il nuovo volto del parco Falcone e Borsellino e qualche cenno di vita da parte del Comune.