È stato messo offline il social network sovranista. Parler è offline, lo ha fatto sapere Bbc dopo che Amazon ha deciso di rimuoverlo, togliendo il suo supporto al cosiddetto social di “free speech”, libertà di espressione. La piattaforma è particolarmente amata dai sostenitori del presidente uscente degli Stati Uniti d’America, dai teorici della cospirazione e dall’Alt-Right americana.

Al social si era appena iscritto Matteo Salvini. Un’iscrizione in extremis, quella del leader e segretario della Lega, proprio mentre Parler rischiava la scomparsa dal web per la rimozione dai server di Google, Apple e Amazon per scarsa vigilanza su post che incitano alla violenza. Salvini conta oltre 4 milioni e 400mila follower su Facebook, oltre 2 milioni e 300mila follower su Instagram, oltre 1 milione e 700mila su Twitter, oltre 382mila su Tik Tok, il social network cinese utilizzato soprattutto da giovanissimi e adolescenti.

Parler si appoggiava sul servizio di cloud computing Amazon Web Services (Aws). Contava 12 milioni di utenti. Il sito di analisi di app Sensor Tower segnala 10 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui 8 localizzati negli Usa. Il social è diventato ancora più punto di riferimento per i sostenitori di Donald Trump dopo che Twitter ha sospeso l’account del presidente in carica degli Stati Uniti d’America in seguito all’attacco a Capitol Hill. Il tycoon non ha mai avuto un account. Il forum di Parler è comunque luogo di incontro per la cosiddetta Alt-Right, la destra alternativa americana.

Parler è stato fondato nel 2018 dall’imprenditore informatico del Colorado John Matze. Il nome deriva dal francese parlare, e quindi andrebbe pronunciato alla francese. Il social è nato dalla progressiva stretta su contenuti ritenuti violenti o razzisti sui social network più canonici. Si sono iscritti a Parler il senatore repubblicano Ted Cruz, l’ex capo della comunicazione di Trump Brad Pascale, l’avvocato del presidente ed ex sindaco di New York Rudy Giuliani e l’anchorman di Fox News Sean Hannity. Lo scorso giugno il social esprimeva esplicitamente la sua posizione attraverso una Dichiarazione di indipendenza di internet nella quale si faceva riferimento a “tecnofascismo” e agli altri social come “tiranni della tecnologia”.