“L’Italia è un Paese razzista nei confronti del Sud ed è incapace di vergogna”. Pino Aprile ha commentato così la polemica che sta animando i social sulla disparità di trattamento tra Nord e Sud. Lo scrittore e giornalista pugliese, ideatore del Movimento 24 Agosto – Equità e parità, ha sottolineato l’evidente differenza di gestione del maltempo e dei fondi da destinare per rimediare ai danni. In particolare, le città di Venezia e Matera sono sotto la lente di ingrandimento perché sono i due luoghi simbolo colpiti dal maltempo che si è abbattuto sull’Italia. Immediatamente è scattata una gara di solidarietà con la creazione e il lancio di un IBAN per la città lagunare. Il clamore mediatico ha sostenuto l’iniziativa e sensibilizzato l’opinione pubblica sul disastro in corso. Ma il popolo dei social ha denunciato il silenzio sulla città lucana e il sud in generale, nonostante le allarmanti immagini girate nei giorni scorsi. I post gridano ‘vendetta‘ per il totale abbandono non soltanto nei confronti di Matera ma di tutto il meridione. “C’è sempre stata una disparità tra Nord e Sud – ha commentato Pino Aprile Per lo Stato italiano il Sud non esiste. Non esiste per le ferrovie e per l’Altà Velocità. Con i soldi del Sud si alimentano i trasporti solo al Nord: nella sola Lombardia ci sono più corse dei treni che in 7 regioni del Sud messe insieme. Non esiste neanche la tutela alla salute“.

I riflettori sono accesi anche sull’Ilva di Taranto, per il dramma dei 10.000 operai che potrebbero perdere il lavoro e per i tantissimi casi di tumori e malattie che colpiscono i cittadini. “La lavorazione a caldo dell’acciaio fu rimossa da Genova perché uccideva lavoratori e cittadini e aggiunta allo stabilimento di Taranto dove chi dovrebbe essere tutelato dalle stesse leggi, dalla stessa Costituzione dei genovesi, può invece morire e ammalarsi – ha continuato il giornalista – così come per i danni del maltempo. La pioggia non è la stessa, neppure gli scandali sono gli stessi”. Il giornalista ha fatto alcuni esempi citando l’alluvione di Giampilieri, nel messinese che qualche anno fa provocò più di 30 morti. Tutte le polemiche furono sull’abusivismo. “Ma Giampilieri non era abusiva – ha detto Aprile – Subito dopo ci sono state alluvioni in Liguria e Toscana e ci fu una legge per soccorrere gli alluvionati soltanto per queste due regioni. Per Giampilieri neanche un euro. Il lutto di Stato fu proclamato solo dopo le proteste in piazza, non ci avevano neanche pensato. Non ci andò nessun rappresentante del governo, ci andò soltanto Berlusconi ma dopo le proteste“.

La differenziazione tra Nord e Sud affonda le sue radici in un passato non tanto lontano e che si protrae fino ad oggi. Per Pino Aprile questo divario esiste “perché il Sud è una colonia. Nelle colonie non si sprecano soldi, si prendono e si portano via. Nel Sud la popolazione ammonta al 34 %e occupa il 40 % del territorio nazionale. La spesa pubblica destinata alla popolazione e al territorio del Sud è del 28 %. Ma ogni anno i 61 miliardi destinati al Sud vengono in realtà dirottati al Nord. Con 61 miliardi si fanno 30 Mose. Dei 6 miliardi stanziati per il Mose la magistratura ha calcolato che per ogni 3 euro, 2 euro sono di mazzette e 1 euro è stato investito in lavoro con i risultati che abbiamo visto. Proviamo ad immaginare se il Mose non fosse a Venezia ma a Napoli, cosa sarebbe successo? Se per uno scippo ad un calciatore Napoli diventa l’inferno mondiale figuriamoci cosa sarebbe successo per una cosa del genere? Lì invece quasi non fa notizia

Aprile punta il dito contro i veneziani che sarebbero i veri responsabili della “rovina” della città: “Venezia la stanno uccidendo i veneziani e la stanno pagando gli italiani – ha detto – È stata la Repubblica più duratura della storia dell’umanità con i suoi mille anni di grande civiltà. I veneziani ci tenevano alla propria città. Oggi, invece, hanno avuto il coraggio di scavare canali profondi 30 metri per far passare delle super petroliere dirette a Marghera. Canali che sono fatti per le gondole, dove persino il moto ondoso dei motoscafi o traghetti crea problemi“. Poi si scaglia contro il Mose. “Non era questo il metodo migliore per controllare l’acqua alta – ha spiegato il giornalista – ma era quello più costoso, con le tangenti più alte. In tanti, come Indro Montanelli,  si sono opposti negli anni a questo scempio. I veneziani stanno stuprando la propria città per metterla a frutto, per guadagnarci. Ma sono tutti gli italiani a pagare quello che sta accadendo a Venezia. In cambio abbiamo un’opera che ci fa vergognare nel mondo. Si sono persino già arrugginite le cerniere con l’acqua. Il risultato? Bisogna fare un appalto di oltre 30 milioni solo per cambiarle“.

Aprile sostiene fortemente che in Italia vengano usati ‘due pesi e due misure‘ e non tollera che si sostengano alcuni alluvionati e altri no. E cita il maltempo che ha travolto città come Licata, Gallipoli e il suo Salento dove i danni sono stati ingenti. “Non gliene frega niente a nessuno – ha detto -. Su Matera, si è avuto il coraggio di dire che il diluvio ha lavato gratis le strade. Eppure sono stati quantificati danni per almeno 8 milioni, non tanto per la città ma per il materano. I cittadini sono devastati e la costa è scomparsa. Questo Paese è profondamente razzista e incapace di vergogna.

*Con la collaborazione di Roberta Caiano