Cos’è successo a Roman Abramovich? Il mistero sull’oligarca russo si è fatto sempre più fitto. Come noto nella giornata di ieri, lunedì 28 marzo, il Wall Street Journal e il sito di inchiesta Bellingcat avevano riferito di un tentativo di avvelenamento nei confronti dell’imprenditore, che come tutti gli oligarchi è vicinissimo al presidente Vladimir Putin.

Il magnate russo sarebbe stato male due settimane fa dopo un viaggio a Kiev per parlare col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un ruolo da ‘mediatore’ tra le parti già avuto il 24 febbraio scorso in occasione del primo round di colloqui a Gomel. Con lui c’era un secondo negoziatore, il deputato ucraino Rustem Umerov, l’unico di cui è trapelato il nome.

Giunti a Istanbul, i due avrebbero avuto mal di testa, perdita della vista ed importanti eruzioni cutanee: entrambi sarebbero stati curati in una clinica della città turca, secondo il WSJ. Diversa la ricostruzione di Bellingcat, che riferisce come l’oligarca si sia sentito male dopo essere stato in una località ucraina diversa da Kiev e se ne sarebbe accorto una volta arrivato nella capitale.

Una notizia, quella di un possibile avvelenamento, confermata da un portavoce dell’ormai ex presidente del Chelsea, che alla Bbc ha riferito dei sintomi avuti ad inizio mese dopo un incontro avvenuto nell’ambito dei negoziati per la pace fra Ucraina e Russia.

Quanto al ‘metodo’, due sono le ipotesi: un avvelenamento dovuto a una sostanza atomizzata nell’aria o tramite cioccolata e acqua, gli unici alimenti consumati quella sera dei primi di marzo dalla delegazione di cui faceva parte Abramovich. Ma per il Wall Street Journal alla base dell’avvelenamento potrebbe esserci anche un’esposizione a radiazioni elettromagnetiche oppure un attacco biochimico.

Ma da Stati Uniti e Kiev vi sono dubbi e sospetti sull’ipotesi di avvelenamento. Un funzionario americano, sotto condizione di anonimato, avrebbe detto a Reuters che secondo l’intelligence i sintomi sofferti da Abramovich erano dovuti a fattori ambientali e non a un avvelenamento. Un uomo vicino al presidente ucraino Zelensky, Ihor Zhovkva, ha a sua volta chiarito che i membri della delegazione Ucraina stavano bene e che uno di loro aveva definito “falsa” l’ipotesi di avvelenamento.

Ma secondo Frank Gardner, esperto di intelligence  della Bbc, i dubbi statunitensi sull’avvelenamento dell’oligarca sarebbero un tentativo di smorzare i toni sull’uso di armi chimiche da parte del Cremlino, per evitare di dover rispondere ‘a tono’ ad un attacco simile da parte russa. Sono diversi infatti gli analisti che considerano quello di Abramovich un avvelenamento da parte dei settori più ‘radicali’ delle forze armate russe nel tentativo di sabotare i colloqui di pace tra le parti.

L’oligarca a Istanbul

A rendere ancora più misterioso il quadro è la presenza oggi di Abramovich a Istanbul, al Palazzo di Dolmabahce, dove le delegazioni di Ucraina e Russia si stanno incontrando per un nuovo round di colloqui faccia a faccia, dopo due settimane di vertici telefonici.

La sua presenza è stata comunicata da Tass e RIA Novosti, due agenzie stampa russe, che hanno pubblicato le foto dell’oligarca impegnato a discutere col presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Abramovich che poi si è accomodato non al tavolo principale delle delegazioni russa e ucraina, ma di lato accanto a Ibrahim Kalin, un portavoce del presidente Erdogan, indossando le cuffie per la traduzione.

Il suo ruolo nei negoziati

Già presente ai negoziati di Gomel, i primi tra le parti, sul ruolo effettivo di Abramovich nei colloqui di pace vi sono diversi dubbi. L’oligarca sarebbe stato coinvolto dal presidente ucraino Zelensky, entrambi hanno radici ebraiche comuni: non è un caso se proprio il numero uno di Kiev ha pressato l’amministrazione Biden per non includere Abramovich nella lista dei russi sottoposti a sanzioni dagli Stati Uniti.

Ma l’imprenditore è ovviamente anche vicinissimo al leader del Cremlino, Vladimir Putin, a cui deve le sue fortune economiche. Secondo una indiscrezione del Times di Londra, in questi giorni Abramovich avrebbe incontrato lo Zar per consegnargli una lettera firmata da Zelensky con le richieste ucraine per arrivare ad un accordo di pace, venendo però ‘respinto’ da Putin.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.