I media britannici riportano che il primo ministro Boris Johnson ha deciso di dimettersi, stamattina. Il premier avrebbe già avuto un colloquio con la Regina Elisabetta II. Potrebbe restare in carico fino all’autunno quando sarà eletto il nuovo leader del Partito Conservatore che prenderà il suo posto anche alla guida del governo. “Il primo ministro farà oggi un annuncio alla nazione”, il comunicato che ha diffuso l’ufficio del premier. L’annuncio alle 14:00.

La decisione di “BoJo” dopo che il suo governo è stato terremotato dagli scandali e decimato dagli addii. Oltre 50 i ministri, sottosegretari e collaboratori che hanno lasciato l’esecutivo negli ultimi giorni. Stamattina è stato il turno del ministro per l’Irlanda del Nord Brandon Lewis, che ha parlato di un governo “oltre il punto di non ritorno”, quello per la sicurezza Damian Hinds e il ministro per la Scienza George Freeman. L’ultimo è il ministro della Giustizia, James Cartlidge. Anche Nadhim Zahawi, nominato cancelliere dello scacchiere martedì dopo le dimissioni di Rishi Sunak, ha chiesto via Twitter al premier di dimettersi. “Tu sai nel tuo cuore qual è la cosa giusta da fare: vai via adesso. Il Paese merita un governo che è non solo stabile, ma che agisce con integrità”, il tweet di Zahawi, una specie di colpo di grazia.

Johnson è primo ministro dal luglio del 2019. Era arrivato a Downing Street con la promessa di compiere la Brexit. Diventerà uno dei premier britannici meno longevi della storia. Ha provato a resistere, a non cedere alle richieste di dimissioni che gli erano state avanzate anche dai suoi fedelissimi. A lasciare il suo posto anche la vicepresidente del partito Tory Caroline Johnson che ha parlato di una decisione che “non è stata presa alla leggera”, del “privilegio” e della “tristezza” con la quale riconosce “che nel tempo l’effetto cumulativo dei vostri errori di giudizio hanno sperperato la buona volontà del nostro grande Partito”.

 

Che la situazione stesse prendendo quella direzione si era capito martedì con gli addii del Cancelliere dello Scacchiere Sunak e del ministro della Salute Sajid Javid. Ieri il feroce question time in Parlamento e l’audizione di Johnson che assicurava che “domani sarò ancora primo ministro”. A travolgerlo gli scandali che hanno tempestato Downing Street negli ultimi anni. L’ultimo in ordine di tempo quello sessuale del vice-capogruppo dei conservatori, Chris Pincher, presunto colpevole di palpeggiamenti e avances versi colleghi e assistenti.

“Bojo” aveva prima negato di essere a conoscenza di quei comportamenti, poi era emerso che il premier ne era al corrente da tempo. Johnson aveva recentemente nominato Pincher vice coordinatore del partito. Al caso si aggiungevano quello del cosiddetto “Partygate”, lo scandalo delle feste private organizzate nella residenza del primo ministro durante il lockdown, e le sconfitte elettorali rimediate di recente dal Partito Conservatore in elezioni locali.

Per tutti questi scandali Johnson aveva superato, con una maggioranza risicata, un voto di fiducia in cui il 40 per cento dei membri del suo partito, 148 parlamentari su 359, aveva votato contro di lui. A ottobre è in programma la conferenza del partito Tory.  Non è neanche sicuro che il premier possa guidare il governo fino a quel momento. L’incarico potrebbe essere affidato pro tempore al vicepremier Dominic Raab o a un’altra figura di garanzia. Secondo l’azienda di mercato globali YouGov il primo sulla lista dei successori è il segretario di Stato per la Difesa, Ben Wallace. A seguire Penny Mordaunt, Rishi Sunak. Fuori dal podio Liz Truss (ministra degli Esteri), Michael Gove (cancelliere del Ducato di Lancaster licenziato da Johnson), Tom Tugendhat, Jeremy Hunt, Nadhi Zahawi (neo cancelliere dello Scacchiere), Sajid Javid (il dimissionario segretario per la Salute) e Priti Pratel (ministra agli Affari interni).

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.