Gli scorci, i percorsi e i panorami di Posillipo sono noti in tutto il mondo. Un patrimonio di rara bellezza che non può fare a meno di restare scolpito nella memoria di poeti, pittori, turisti e dei napoletani che hanno l’occasione di visitarlo. A fronte di una fama millenaria, descritta dal cinema e dalla musica a più riprese, è davvero insopportabile lo sconcerto e il disappunto per lo stato di incuria e abbandono in cui versa il quartiere-gioiello di Napoli.

Percorrendo via Manzoni, la grande arteria che dal Vomero conduce a Posillipo, lo scenario è desolante: alberi abbattuti o sottoposti a potature talmente drastiche da riconsegnare allo sguardo dei passanti una fila di tristi moncherini, che del resto lasciano intatto il problema delle radici che negli anni hanno dissestato irrimediabilmente il selciato, rendendo le passeggiate in auto ardimentosi rodei. A ridosso dei marciapiedi l’asfalto è talmente irregolare da rendere impossibile il parcheggio, senza considerare le paline informative divelte e i parchimetri non funzionanti. A trionfare, sullo spazio che un tempo fu degli alberi monumentali che la pittura di maniera ci ha descritto per secoli, cumuli di immondizia, pietre, erbacce e residui della movida sparsi un po’ ovunque.

Un turista, con a seguito il figlio, fotografa Nisida, che spicca dal mare blu. Alle sue spalle, fuori dall’inquadratura, una rete di contenimento lasciata lì da chissà quanto tempo, a “proteggere” dei rifiuti a quanto pare, non essendoci alcun cantiere. Arriviamo infine al Parco Virgiliano, e al danno finisce per aggiungersi la beffa: così come per la Floridiana, anche per il parco di Posillipo la riapertura post- lockdown è stata “con riserva”, per non dire “con fregatura”.

La parte centrale del Virgiliano è tuttora inaccessibile, con arbusti che divorano l’anfiteatro e una vegetazione talmente fitta da impedire, in alcuni tratti, il passaggio. Anche qui prosegue la sfilata degli “scalpi”, con decine e decine di alberi tagliati quasi fino al terreno. A seguito delle inusuali tempeste di vento della scorsa stagione, molti di questi alberi sono caduti naturalmente, ed il parco è stato costretto a numerose e prolungate chiusure. “Dopo quasi un anno fermi, è poi arrivato il Coronavirus”, ricorda un piccolo commerciante che lavora nel Virgiliano. I lavori, “che sarebbero dovuti partire ben prima dell’epidemia”, chiosa il venditore, si sono totalmente fermati con la quarantena, e solo adesso stanno lentamente ripartendo. Nell’attesa però che annunci e proclami delle istituzioni si tramutino in realtà, quel che resta al visitatore del parco e di tutto il quartiere di Posillipo è l’impressione di una zona totalmente dimenticata e abbandonata a se stessa, dove la selva cresce talmente alta da offuscare persino la vista di alcune “affacciate” storiche. Dal Belvedere di Napoli al Jurassic Park.