L’onda del Pride ha caratterizzato oggi sei città italiane: a Milano, Roma, L’Aquila, Ancona, Faenza e Martina Franca il movimento Lgbti+ è infatti sceso in strada per organizzare manifestazioni che, quest’anno ancor più che in passato, sono cariche di un significato politico ancora più forte. 

L’argomento principe erano infatti i diritti civili, legati strettamente al ddl Zan, il disegno di legge contro le discriminazioni legate all’omotransfobia.

MILANO – Proprio Alessandro Zan, il deputato del Partito Democratico promotore della legge che spacca la maggioranza Draghi, è stato protagonista sul palco allestito per l’occasione a Milano, presso l’arco della Pace.

“L’Italia deve decidere da che parte stare, il problema con Salvini non è personale, è politico”, ha sottolineato Zan. Salvini – ha spiegato il primo firmatario del ddl che porta il suo nome – appoggia un leader come Orban, dice di aver letto la legge ungherese e di non averci trovato nulla di strano. Come possiamo noi sederci a un tavolo di trattativa con chi, come Salvini e Meloni, sostiene quei paesi che stanno facendo delle leggi discriminatorie?”.

Al Pride milanese era presente anche il sindaco Beppe Sala, candidato anche alle amministrative del prossimo autunno. “Se ci fosse spazio vero per il dialogo e la discussione, io discuterei, ma siccome chi vuole temporeggiare lo vuole solo affossare, io ai miei dico: contiamoci, perché il tempo è scaduto”, ha detto Sala. 

“Facciamo partire da qui – ha aggiunto – da Milano, che è la città dei diritti e dei doveri, la spinta per il Ddl Zan e per i giusti diritti per tutta questa meravigliosa comunità”. Il primo cittadino ha chiarito che “da cattolico non ha alcun imbarazzo ad appoggiare il disegno di legge”.

ROMA – Anche a Roma, accanto a centinaia di attivisti, hanno sfilato alcuni politici in prima linea nella battaglia sui diritti civili. Al Roma Pride si sono visti due candidati sindaco per il Campidoglio, Roberto Gualtieri del Pd e Carlo Calenda di Azione, così come la senatrice dem Monica Cirinnà, protagonista della legge sulle unioni civili.


Migliaia di persone, soprattutto giovani. Tanti gli slogan scanditi a piazza Vittorio: “Vogliamo i nostri diritti, Ddl Zan, Libertà, Italia Stato laico, Vaticano Stato invasore“.

Redazione