Il Consiglio superiore della magistratura ha chiesto alla Cassazione di stabilire il principio secondo il quale le sue decisioni non sono sottoponibili a nessun controllo di legittimità. Ha chiesto che le sentenze emesse dal Consiglio di Stato e dal Tar, che dichiaravano illegittima la nomina di Michele Prestipino a capo della Procura di Roma, siano strappate e gettate nel gabinetto. Ha votato a maggioranza: senza pudore, senza un po’ di senso della vergogna. Ha chiesto che l’organo di autogoverno della magistratura possa assumere i poteri assoluti e possa decidere le nomine in magistratura sulla base dei rapporti di forza tra le correnti e non sulla base delle regole stabilite. Non era mai successo qualcosa del genere.

Mattarella, ci pensi bene, si ricordi di Cossiga che per molto meno stava per mandare i carabinieri a piazza dei Marescialli. Ci pensi bene, presidente: lei è il presidente di un Consiglio superiore della magistratura che sta tentando di scassinare la giustizia amministrativa, e le regole della democrazia, e dello Stato di diritto, e la Costituzione. Provi a dir loro qualcosa…

Nella stessa giornata è arrivata la notizia che i partiti hanno escluso l’opposizione dal consiglio di amministrazione della Rai. La Rai sarà amministrata solo da donne e uomini di fiducia della maggioranza. Anche questo non era mai successo. Di solito, quando la Repubblica era una cosa seria e non erano ancora entrati in Parlamento i 5 Stelle – cioè il partito del potere per il potere – addirittura si concedeva all’opposizione la Presidenza della Rai. Tempi andati. Allora molti partiti si dichiaravano addirittura pluralisti. Esisteva la democrazia politica. Non c’era l’uno vale uno, il Conte vale Conte.

E comunque ora le cose stanno così. O qualcuno interviene (Mattarella? Draghi?) e richiama all’ordine l’orda degli unni – che saccheggiano, raccolgono bottini, concentrano poteri – o tutto il nostro sistema democratico si va a fare benedire. Oggi l’Italia, se dovesse essere paragonata a un paese degli anni 60 o 70, dovrebbe essere paragonata più alla Germania est di Ulbricht, o alla Spagna di Franco che al paese di Moro e Nenni. Quousque tandem?

Inutile chiedere ai partiti o ai magistrati di ridurre le loro brame fameliche. Ma Draghi, almeno, Draghi o Mattarella, non possono fare qualcosa? Luigi Facta non fece nulla, però non andò bene. L’anno prossimo è l’anno del centenario di quei fatti noti e loro sono già in marcia…

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.