La Cina lo scorso mercoledì ha lanciato in orbita un razzo che ha rilasciato in orbita il primo modulo centrale per la creazione di una stazione spaziale cinese, Tianhe. La struttura è stato lanciato dal razzo Long March 5B che, però, sta lentamente e imprevedibilmente per precipitare sulla Terra. Il lancio del razzo ha fatto si che la Cina sia riuscita a posizionare, con successo, in orbita uno dei tre componenti principali di quella che sarà la prima stazione spaziale auto-sviluppata della nazione asiatica ma il razzo invece di rientrare in una predeterminata area per raggiungere il punto d’atterraggio, ha raggiunto una velocità orbitale tale che non permette di stimare il punto esatto.

Il Long March 5B sta, al momento, orbitando attorno alla terra ogni 90 minuti. E’ sceso di quasi 80 chilometri di altitudine e sta perdendo quota avvicinandosi all’atmosfera terrestre ad una velocità di 27.600 chilometri orari.

Secondo le previsioni di rilevamento spaziale, il razzo dovrebbe rientrare nell’atmosfera il prossimo 8 maggio. “Il Comando spaziale degli Stati Uniti è a conoscenza e traccia la posizione del cinese Long March 5B nello spazio – ha detto in un comunicato stampa il portavoce del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti Mike Howard –  ma il suo esatto punto di ingresso nell’atmosfera terrestre non può essere individuato fino a poche ore dopo il suo rientro, previsto intorno all’8 maggio“.

L’attuale inclinazione orbitale del Long March 5B è di 41,5 gradi il che significa che può cadere a nord di New York, Madrid, Pechino o al sud del Cile e Wellington. Secondo il sito Spacenews.com non si esclude anche la possibilità di una caduta di detriti in Nuova Zelanda.

Secondo, invece, i calcoli effettuati dall’agenzia spaziale russa Roscosmos, l’atterraggio del razzo cinese dovrebbe avvenire in un arco di tempo tra le 21 del 7 maggio alle 16 del 9 maggio.

Il rientro del Long March 5B sarà uno dei più grandi casi di rientro incontrollato di un veicolo spaziale e l’unica speranza è che non arrivi su un luogo abitato della Terra. Anche perché l’impatto con l’atmosfera creerà una pioggia di detriti che come è già successo nel maggio 2020, dopo sei giorni dal primo lancio del Long March 5B, si schiantò sulla terra provocando danni enormi a case e villaggi della Costa d’Avorio.

 

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia