Sul ritorno a scuola “insieme al comitato stiamo immaginando tre differenti scenari a seconda dell’andamento dell’epidemia”. A spiegarlo è stata la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani nel corso di una intervista a SkyTg24. Per la vice del ministro Lucia Azzolina “tutti questi scenari tengono conto che gli ordini di scuola non sono tutti uguali, in particolare i bambini più piccoli hanno assolutamente bisogno di recuperare una relazione in presenza”.

ELEMENTARI E MEDIE – Nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, ovvero elementari e medie, Ascani ha spiegato che l’esecutivo immagina “di poter avere la scuola in presenza. Naturalmente riducendo i gruppi classe, quindi per esempio facendo in modo che una classe sia divisa in due, ma moltiplicando le attività che si fanno, aggiungendo, cioè, ai curricula tradizionali più musica, arte, sport, creatività digitale e laboratori. Utilizzando per questo altri spazi che stiamo individuando insieme agli enti locali”.

LICEI – “Per quelli un po’ più grandi – ha aggiunto Ascani – che si gestiscono meglio anche da soli, prevediamo che una parte dell’attività sia comunque fatta in presenza, perché anche loro hanno bisogno di rientrare a scuola, però molto probabilmente in questo caso la didattica a distanza continuerà ad essere una parte del loro curriculum. L’attività in presenza sarà di meno rispetto al passato e sarà integrata con la didattica a distanza, che soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado ha funzionato meglio”.

IL PERSONALE SCOLASTICO – Il viceministro Ascani ha quindi sottolineato come sia in corso un confronto col ministero dell’Economia guidato da Roberto Gualtieri per capire “in che misura noi potremo contare su un ampliamento di organico”. Dal Miur viene evidenziato infatti come si avrà “sicuramente bisogno di professionalità specializzate per le nuove attività. Naturalmente i Comuni hanno anche delle relazioni importanti con enti del Terzo Settore e associazioni che possono farsi carico di un pezzetto di queste attività educative, però per noi conta avere un organico potenziato, perché naturalmente è quello che ci permette di organizzare più attività”, ha concluso la viceministra.