Matteo Salvini apre un nuovo fronte di scontro col governo, in cui la Lega è ben presente con i suoi ministri. Non solo infatti coprifuoco e riaperture, per l’ex ministro dell’Interno una nuova priorità è un tema riesploso in questi giorni con lo scandalo loggia Ungheria: la giustizia.

“Questo Parlamento con Pd e 5Stelle non farà mai una riforma della Giustizia. Per questo stiamo organizzando con il Partito Radicale una raccolta di firme per alcuni quesiti referendari”, ha spiegato nella serata di ieri a ‘Porta a Porta’ Salvini.

L’insolita alleanza vedrà il Carroccio e i Radicali raccogliere le fatidiche 500mila firme sulla “responsabilità civile dei magistrati, perché qualunque lavoratore che sbaglia paga tranne in aula di tribunale, la separazione delle carriere, la cancellazione della legge Severino. La riforma della giustizia che entra nelle case di milioni di cittadini italiani che sono inermi, se non la fa il Parlamento la faranno i cittadini”.

LA RISPOSTA PD – L’iniziativa di Salvini e Radicali rischia ovviamente di diventare una bella rogna per il governo Draghi e la maggioranza, dato che al suo interno i giustizialista del Movimento 5 Stelle sono pronti alle barricate su alcuni temi ‘identitari’.

Diversa invece la posizione del Partito Democratico che, con la responsabile Giustizia Anna Rossomando, ha ricordato al segretario della Lega che al momento alla Camera e al Senato sono in discussione le riforme del processo penale e civile. Quindi la stoccata a Salvini: “Potrebbe almeno chiedere al suo presidente di commissione Ostellari di aggiornarlo. Quindi possiamo informare Salvini che questo Parlamento farà riforme in ambito di giustizia e al momento, salvo suo diverso avviso, anche con il contributo della Lega”.

COSTA ATTACCA L’EX MINISTRO – Altro attacco a Salvini arriva da Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Azione, che su Twitter ricorda come Salvini, che oggi promuove un referendum per cancellare la riforma della prescrizione, è lo stesso che che ha “promosso e approvato le  norme che chiede di abrogare”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia