Sasha aveva quattro anni e scappava dalla guerra in Ucraina. Quando i russi si sono avvicinati a Vychhorod la nonna ha fatto qualche valigia in fretta e furia e ha deciso di partire. Da allora, da fine febbraio, si erano perse le tracce del piccolo. Fino a oggi: quando la madre ha fatto sapere che ormai non c’è nessuna speranza. A far sapere della morte del piccolo proprio la madre Anna Yakhno e la ministra dell’Istruzione Inna Sovsun.

“Oggi abbiamo trovato il corpo di Sashenka. Ringrazio chi ha aiutato nella ricerca, ringrazio tutti per le preghiere e la fede, grazie per il sostegno. Sashenka, il nostro angioletto è già in cielo. Oggi la sua anima ha trovato pace”, ha scritto la madre su Instagram. Per ritrovare il piccolo era partita una sorta di mobilitazione – per quanto possibile in un Paese in guerra – che aveva coinvolto persino alcune celebrità ucraine.

Il bambino era a Vychhorod, cittadina di 25mila abitanti di periferia tra Kiev e Chernobyl. La nonna con altri otto abitanti del quartiere avevano deciso di lasciare il loro quartiere e di approfittare di una piccola barca per fuggire mentre i russi continuavano ad avvicinarsi. La donna voleva portare il piccolo dalla figlia Anna, sua madre, che vive con il marito e padre del piccolo sull’altra sponda del fiume. Il ponte era stato bombardato e quindi l’unica maniera per spostarsi era con lo scafo.

Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni quella barca, con a bordo 15 persone, era stata colpita e affondata. La nonna era morta ma Sasha, che era l’unico a indossare un giubbotto di salvataggio, si era salvato. Alcuni volontari sul posto avevano raccontato che il piccolo era stato però portato altrove, non dai genitori, ed era finito al confine con la Polonia e che era stato fatto salire su un pullman diretto in Italia con altri bambini rifugiati. La madre per quasi un mese ha lanciato appelli, condivisi migliaia di volte, per ritrovare il figlio.

“Crediamo in un miracolo”, scriveva solo qualche giorno fa la donna. Per ritrovare Sasha – il nome per intero era Alexander Zdanovich Yahno, incluso nella lista dei bambini scomparsi – era stata lanciata un’allerta di ricerca europea. Secondo quanto riportato dalle autorità ucraine chi ha ritrovato il corpo ha raccontato che Sasha è stato vittima del fuoco dei soldati russi. La ricostruzione e le notizie, come la maggior parte di quelle che arrivano dall’Ucraina in questi giorni, sono a tratti confuse.

Quello che emerge senza possibilità di smentite dalla storia di Sasha è l’ennesima vicenda di un innocente, solo un bambino, vittima della guerra in corso da quando il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato la sua “operazione speciale” di “smilitarizzazione” e “denazificazione”. Secondo l’ufficio del procuratore generale ucraino dall’inizio dell’invasione russa sono stati uccisi in Ucraina 165 bambini e 266 sono stati feriti. Le vittime si concentrano soprattutto a Mariupol, a seguire Kiev, Chernihiv e Luhansk. “I bombardamenti hanno danneggiato 869 scuole, 83 delle quali completamente distrutte”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.