“Dobbiamo combattere questo razzismo strutturale che c’è ancora, la gente mi domanda perché ancora si parla di antisemitismo. Ma c’è sempre stato, solo che non c’era il momento politico per tirare fuori il razzismo e antisemitismo, insito nell’animo dei poveri di spirito”. Queste le parole della senatrice a vita Liliana Segre al Parlamento Europeo in occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria.

“Sono qui per dare un messaggio di speranza” aggiunge la senatrice, sopravvissuta all’Olocausto,  in merito al 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz. “Io porto sempre un messaggio di speranza: perché da nonna non posso che portare un messaggio di speranza per i miei nipoti veri e per quelli ideali e per i ragazzi nel mondo”, prosegue Segre. Alla domanda se sia un messaggio di attualità, Segre ribadisce “di speranza”.

Nel suo discorso Segre ha sottolineato che c’è sempre “un momento politico” per far emergere “il razzismo e l’antisemitismo che sono insiti nell’animo dei poveri di spirito. Arrivano i momenti più adatti in cui ci si volta dall’altra parte, in cui è più facile far finta di niente, si guarda solo il proprio cortile e si dice ‘è una cosa che non mi riguarda'”. Poi ci sono alcuni che “approfittano di questa situazione e trovano il terreno adatto per farsi avanti”, ha aggiunto.

“Non è che Auschwitz, il 27 gennaio, quel giorno sia stata liberata. I soldati russi – racconta –  si trovarono di fronte uno spettacolo incredibile ai loro occhi allora. Poi diventò uno spettacolo incredibile agli occhi di chi lo volle guardare, qualcuno non lo vuole guardare ancora oggi e dice che non è vero. Lo ‘stupore per il male altrui’, sono le parole di Primo Levi, quello stupore per il male altrui nessuno che è stato prigioniero ad Auschwitz lo ha mai potuto dimenticare per un secondo della sua vita”.

Durante il suo discorso, Segre era affiancata dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli che ha aggiunto: “Abbiamo l’obbligo di agire di fronte alle azioni antisemite e razziste nelle nostre società, dobbiamo sempre considerarle un attacco alla dignità delle persone e alla nostra idea di Europa. Ripetiamolo”: “razzismo e nazismo non sono opinioni, ma sono crimini, e ogni volta che leggiamo notizie di violenze, sacrilegi e insulti dobbiamo considerarle rivolte a ciascuno di noi, sono attacchi all’Europa e ai valori che rappresenta”.

Quelle notizie “incarnano le due malattie della nazione moderna, che si propagano: sacralizzazione delle frontiere, ricerca di un’identità pura e univoca, religiosa, etnica e culturale, che inevitabilmente porta a costruire nemici”, ha proseguito. “Pieni di emozione ci inchiniamo davanti alle vittime della Shoah e vogliamo assumerci il dovere di ricordare, perché Auschwitz è stata costruita da europei, siamo chiamati ad assumerci questa paternità. Ciò che è successo è figlio della nostra storia, i nazisti sono usciti dal grembo di mamme buone e da famiglie cosmopolite, che cantavano il Te Deum e avevano padri che educavano allo spirito libero”.