Il nuovo centro
Spazio Pubblico, il movimento di Picierno assist per Marina Berlusconi
Non è ancora estate. I nostri calendari ci suggeriscono che a breve lo sarà. Differentemente, invece, i nostri termometri politici registrano già temperature abbastanza elevate. Per dirla breve siamo già in pieno “agosto politico”. Dovuto ad un giugno particolarmente caldo dal punto di vista delle fibrillazioni bipartisan. A destra, qualcuno sostiene estrema, l’effetto Vannacci, che sta stravolgendo le percentuali di gradimento di alcuni partiti. A sinistra, l’esplosione improvvisa della proposta Picerno con il suo nuovo “Spazio Pubblico”.
C’è tanto movimento per dire che pian piano tutto sta cambiando e tutto questo cambiamento porterà con sé un disallineamento di alleanze caratterizzato da un nuovo corso di formazioni partitiche e da altrettante necessarie nuove coalizioni. Nel weekend del 13 e 14 giugno Futuro Nazionale apre la sua Assemblea Costituente all’Auditorium della Conciliazione, dove – fanno sapere gli organizzatori – formalmente sono stati invitati tutti gli altri leader politici, mentre il 15 giugno, a Milano, al teatro Parenti, ci sarà la manifestazione che aggregherà tutti coloro che credono possibile l’unità di un nuovo centro. Un fulmine a ciel sereno. Così mentre tutti erano intenti a seguire i movimenti ed i discorsi del Generale, l’ex PD Pina Picierno, ruba la scena in modo autorevole, gettando le basi su ciò che ci si aspettava da tempo. Forse troppo tempo. Fonda il suo movimento, Spazio Pubblico, un nuovo progetto politico riformista, liberale ed europeista che guarda a Calenda e a Renew Europe dopo l’addio al partito democratico. Si tratta per ora di un movimento, non di un partito – precisa. Sono le basi, si spera solide per capire e per capirsi. Per poter comprendere se, oramai ad un anno dalle elezioni, si possa finalmente veder nascere quel nuovo centro che dia linfa vitale ad una dialettica politica, per troppo tempo, ferma solo ai due poli contrapposti. La nuova creatura della Picierno è un progetto di gran lunga vicino al centro e distante dal movimento cinque stelle.
Un movimento aperto, europeista e democratico, non un’etichetta, uno spazio per tutti quelli che credono ancora che libertà, diritti e giustizia sociale siano il futuro, non il passato. Da mesi la vicepresidente dell’eurocamera lamentava l’isolamento e la marginalizzazione della corrente riformista all’interno del suo ormai ex partito, dove tanti erano punti di frizione con la segreteria Schlein, dalle posizioni su Gaza alla difesa europea. Rilanciare, dunque diritti, giustizia e libertà. Giustizia e Libertà. Ma questi due ultimi punti non sono sempre stati i cavalli di battaglia del Cavaliere e di Forza Italia? Quando si parla di giustizia e libertà come potremmo mai non concordare che tutto accomuna e ci fa pensare all’impegno degli azzurri in politica? La Picierno dice che è nato uno spazio aperto per il confronto di tutti e con tutti. Quindi la domanda è: Forza Italia dovrebbe essere seduta in prima linea? Freniamoci. Forza Italia è una componente di governo. Tajani, il suo segretario nazionale, ricopre due cariche importantissime allo stato attuale e a nessuno verrebbe di pensare ora di potersi distrarre per concentrarsi su altro. Ma, come abbiamo ricordato, lunedì 15 si apre un cantiere o forse qualcosa di più. E allora? Allora ci viene naturale invocare Marina Berlusconi, che tanto, in pio silenzio, sta lavorando per poter dare al partito un volto nuovo. Il volto, come diceva il Cavaliere, di un partito che è un pilastro centrale per tutta l’ossatura della compagine di centro destra. Perché se non esiste un centro forte di conseguenza collassa tutto il resto.
Ma qui la questione forse è leggermente diversa. Si sta cercando di aprire un nuovo spazio politico. Qui si vuol parlare di centro e basta. Solo di quel centro forte ed autorevole, a cui aspirano in tanti e sicuramente anche Marina. Un nuovo centro che si apre a più diritti, forse anche un pochino più a sinistra. Non aveva cercato di compiere lo stesso passo anche il Cavaliere con l’accordo del Nazareno? Possiamo classificarla come una chiamata alle armi per la galassia di centro insoddisfatta della polarizzazione tra campo largo e destre. C’è sicuramente da confrontarsi, perché a livello europeo ed internazionale la collocazione del nuovo movimento sarà al fianco del partito democratico europeo, nella stessa famiglia politica di Macron, Jetten e Kallas per intenderci, mentre sullo scacchiere italiano, è chiara invece l’intenzione di avvicinarsi ad Azione di Carlo Calenda, con cui già Forza Italia aveva avviato qualche interlocuzione, ma anche ai Liberaldemocratici di Luigi Marattin. L’ambizione è massima e tende a far nascere un nuovo polo centrista a due cifre: ci vuole coraggio da parte di tutti ed anche un pizzico di follia. Saranno, allora, Pina e Marina a scegliere assieme il prossimo nome e logo del nuovo centro della politica italiana?
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