Un’ ennesima tragedia americana si è consumata all’interno della Robb Elementary Schoool di Uvalde, Texas. Uno studente di 18 anni ha parcheggiato l’auto poco distante dalla scuola e si è avviato a piedi verso l’ingresso armato di fucile e pistola semiautomatica. All’improvviso ha iniziato a sparare uccidendo 19 bambini e due maestre. Una strage che si è verificata intorno a mezzogiorno di quello che doveva essere un normale mercoledì di scuola. “Un atto di violenza senza senso”, ha detto Joe Biden dopo aver saputo la notizia.

A impugnare le armi Salvador Ramos, uno studente del vicino liceo residente a Uvalde. L’uomo armato indossava un giubbotto antiproiettile e aveva accennato sui social a un imminente attacco. Lo riportano i media americani citando alcune fonti, secondo le quali le indagini stanno cercando di chiarire cosa abbia scatenato la furia del killer. È stato ucciso dalla polizia intervenuta sul posto. Secondo i media americani, prima di avviarsi alla scuola avrebbe sparato anche alla nonna, una 66enne ora ricoverata in gravi condizioni.

Ramos era un ragazzo difficile, non andava a scuola spesso e infastidiva altri studenti, riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali era “nei radar della scuola. Si sapeva che aveva problemi ma nessuno lo ha mai segnalato alle autorità”. Pochi giorni prima aveva inviato foto di armi e munizioni a un suo ex compagno di classe. Lo racconta lo stesso ex compagno a Cnn. “Mi ha mandato una foto di un Ar che stava usando con delle munizioni”, ha detto riferendo che il killer veniva deriso da altri studenti del liceo per gli abiti che indossava e la situazione finanziaria della sua famiglia.

La strage nella scuola elementare di Uvalde, in Texas, con i suoi 21 morti è la seconda Sparatoria più sanguinosa nella storia d’America in una scuola. Solo il massacro di Sandy Hook nel 2012 ha presentato un conto più salato con 26 morti. Nella strage di Parkland in Florida avevano perso la vita 17 persone.

Mentre alcuni dei genitori dei bambini ancora attendono notizie dei loro figli nel panico, si inseguono le informazioni sul 18enne. Poche ore prima di compiere la strage nella scuola elementare, il killer ha inviato un messaggio criptico a una sconosciuta su Instagram nel quale affermava: “sto per..”. Lo riportano i media americani. Sul suo account, bloccato non appena è stato diffuso il suo nome, aveva pubblicato un selfie e altre foto di armi, di cui una con due fucili uno a fianco all’altro. Il messaggio criptico lo aveva inviato a una ragazza sconosciuta che non vive neanche in Texas. Il killer l’aveva contatta il 12 maggio e le aveva detto di “ripostare” le foto delle sue pistole. Al messaggio “sto per..”, inviato alle 5.43 del mattino di martedì, la ragazza aveva risposto: “cosa?”. Il killer le aveva risposto: “te lo dirò prima delle 11”. Un’ora dopo le aveva scritto ancora: “ho un piccolo segreto che voglio dirti”. Il suo ultimo messaggio alla ragazza era stato alle 9.16.

“Sono passati 3.448 giorni, 10 anni, da quando sono andato in una scuola del Connecticut, una scuola elementare, dove un altro uomo armato massacrò 26 persone, di cui 20 scolari, alla Sandy Hook Elementary School. Da allora ci sono state oltre 900 sparatorie nelle scuole” e “la lista cresce quando si includono sparatorie in luoghi come teatri, chiese, o 10 giorni fa un negozio di Buffalo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un discorso alla nazione. “Il nostro Paese è paralizzato non dalla paura ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie”. Lo afferma l’ex presidente Barack Obama intervenendo sulla strage della scuola elementare del Texas. “Io e Michelle siamo a fianco delle famiglie di Uvalde. Ma siamo anche arrabbiati. È scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione”, aggiunge Obama.

C’è un sinistro precedente quasi premonitore della Sparatoria in Texas, nella stessa città, Uvalde. Nel 2018 la polizia arrestà due teenager di 13 e 14 anni sventando un piano per un massacro in una scuola della cittadina ispirandosi ai due autori della strage di Columbine. Inizialmente i due volevano mettere a segno l’assalto il 20 aprile, anniversario della strage di Columbine, del 2022, anno in cui si sarebbero diplomati. Poi uno dei due convinse l’altro ad entrare in azione quell’anno stesso alla scuola superiore Morales Junior, frequentata dal 14/enne. La coppia intendeva rubare le armi ai vicini, far esplodere ordigni all’inizio dell’attacco, dare la caccia agli studenti che avevano segnato in una lista e poi colpire indiscriminatamente gli altri, prima di togliersi la vita. Un alunno della scuola però venne a sapere del piano e lo riferì ai dirigenti dell’istituto, che avvisarono la polizia. I due si erano ispirati ai killer di Columbine, Eric Harris e Dylan Klebold, a tal punto da chiamarsi con quei nomi.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.