Negli Stati Uniti i due governatori repubblicani del Texas e del Mississippi hanno revocato l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, riaprendo tutte le attività a pieno regime a partire dal prossimo 10 marzo. L’annuncio di Greg Abbott, alla guida del Texas, dove si sono registrati più di 42mila (dietro solo a California e New York), arriva nonostante il parere contrario dei funzionari della sanità. “Appare chiaro dalla ripresa, dalle vaccinazioni, dal calo dei ricoveri e dalle sicure pratiche che i texani stanno seguendo, che l’obbligo (delle mascherine) non è più necessario” ha dichiarato.

“Per quasi mezzo anno gran parte delle attività sono state aperte al 50% o 75% e durante questo periodo troppi texani hanno perso opportunità di lavoro”, ha spiegato Abbott. “Troppi piccoli imprenditori hanno faticato per pagare le bollette, questo deve finire, è ora di aprire il Texas al 100%” ha aggiunto.

Una decisione che arriva mentre i governatori di tutti gli Stati Uniti stanno allentando le restrizioni, nonostante gli avvertimenti degli esperti sanitari che la pandemia sia tutt’altro che finita. Come il resto del Paese, anche il Texas ha visto diminuire il numero di contagi e morti: i ricoveri sono ai livelli più bassi da ottobre e la media su sette giorni di test positivi è scesa a circa 7.600 casi, dagli oltre 10mila a metà febbraio.

Anche lo Stato del Mississippi, attraverso il governatore repubblicano Tate Reeves, ha revocato l’obbligo della mascherina, sottolineando che i ricoveri per Covid-19 nello Stato sono “precipitati” e che i nuovi casi sono diminuiti drasticamente e le attività potranno riprendere a pieno regime.

Immediata la replica del presidente americano Joe Biden. “Non e’ il momento di abbassare la guardia” ha dichiarato annunciando poi che entro fine maggio gli Usa sono sulla strada di avere abbastanza vaccini anti covid per tutti i cittadini, due mesi prima rispetto alle iniziali previsioni. Biden si è detto fiducioso anche di tagliare il traguardo di 100 milioni di dosi nei suoi primi 100 giorni, ossia entro il 20 aprile.

 

Redazione