Sono rientrati a Mazara del Vallo i 18 pescatori bloccati in Libia dal 1 settembre scorso. Subito dopo l’arrivo, a bordo dei due pescherecci, sono stati sottoposti a tampone antigenico e sono risultati tutti negativi.Un secondo tampone anti-covid, di tipo molecolare, è stato effettuato e i risultati arriveranno nelle prossime ore. I pescatori potranno ora tornare nelle loro case.

Mentre le due imbarcazioni si dirigevano verso il molo dove ad attendere i pescatori c’erano i familiari, sono suonate ‘a festa’ le sirene del porto di Mazara del Vallo. Tanti e lunghi gli abbracci tra pescatori e familiari, madri, mogli, figli, fratelli e sorelle che erano presenti al porto ad aspettare il loro ritorno.

Ci hanno trattato malissimo”, sono state le uniche parole pronunciate da Pietro Marrone, il Comandante della Medinea che ha appena lasciato il porto di Mazara del Vallo. “Sono felice di essere tornato a casa”, ha aggiunto il capitano affiancato dalla madre Rosetta, 74 anni, che non ha mai smesso di lottare nei 108 giorni di sequestro. 

Un racconto simile arriva da Onofrio Giacalone, uno dei pescatori liberati: “Ci facevano dormire a terra. Cibo scadente. E’ stato terribile”. Giacalone ha anche aggiunto che tutti i 18 pescatori sequestrati non sapevano “nulla” ciò che accadeva in Italia, “ci tenevano all’oscuro di tutto”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.