È morto mentre era alla guida di un monopattino, investito da un’auto sulla via Cristoforo Colombo. David Guadagno, 48 anni, di professione ascensorista, lascia una compagna e 3 figli.

Martedì scorso stava tornando a casa a Tor Marancia dalla Garbatella, dove era andato a trovare i genitori: un impatto violento che non gli ha lasciato scampo.

L’incidente

Alla guida della vettura c’era una 58enne, che ha prestato subito soccorso ed è tuttora sotto shock. Risultata negativa ai test effettuati, sarà indagata per omicidio stradale. Un atto dovuto in attesa che i vigili urbani del Gruppo Tintoretto ricostruiscano chi è passato con il rosso. Infatti sulla dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alle 18:30 del 30 novembre all’intersezione fra via Cesare Federici e via Colombo, nel quadrante sud della Capitale, ci sono versioni contrastanti. Secondo i pedoni, il 48enne avrebbe attraversato il semaforo con il verde; mentre gli automobilisti, che si trovavano accanto all’auto che l’ha investito, sostengono che ad attraversare con il rosso sarebbe stato proprio il monopattino.“Non l’ho visto, mi è piombato davanti di colpo. Non sono riuscita a evitarlo. È accaduto tutto in pochissimi secondi, sono distrutta” ha raccontato ai vigili la donna. A dare un’idea precisa di ciò che è successo quel giorno saranno le immagini delle telecamere di sorveglianza. 

La salma è stata trasferita all’obitorio del Verano a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre i mezzi sono stati sequestrati. 

Il dolore dei familiari

I parenti di David Guadagno non credono che abbia attraversato con il monopattino quando non doveva. “Non ne ho la certezza – dice il fratello Luca a Repubblicama io non ci credo che sia passato con il rosso come dicono, non vedo perché avrebbe dovuto farlo. Secondo me il semaforo per lui era verde”.

Speriamo si faccia chiarezza e ci sia giustizia, mio cugino aveva compiuto gli anni pochi giorni fa, il 28 novembre, lascia un grande dolore dietro di sé” ha raccontato la cugina Mara come riportato da Il Messaggero. “Gli altri non ce la fanno a parlare sono distrutti. Era tutto per tutti noi, chi ha una famiglia solida sulle spalle può capirlo: era un padre, un cugino, un fratello, un figlio. E un grande amico. Io da cugina, piango un fratello.”  La madre, Maria Teresa, ha raccontato che “era un gran bravo ragazzo, un lavoratore. Era tifosissimo della Roma, ogni volta che poteva la seguiva allo stadio. La sua grande passione era la Roma.” 

La polemica sul casco

Non è di certo la prima volta che nella Capitale si registra un incidente mortale in cui è coinvolto un monopattino. A settembre un 34enne nigeriano ha perso la vita in uno scontro con una macchina in via Chiana, nel quartiere Trieste.

Nel 2021 sono stati già tre i decessi legati all’utilizzo dei monopattini a noleggio e decine i feriti, alcuni gravi con ferite alla testa. David Guadagno non indossava il casco, che comunque non è obbligatorio per i maggiorenni secondo il nuovo codice della strada. Il sindaco di Firenze Dario Nardella l’ha imposto per chi viaggia su un monopattino su tutto il territorio comunale da ieri 1 dicembre, anche se sulla misura pende un ricorso al Tar presentato da una società di sharing. Per il momento quindi a Roma non si sta lavorando su una soluzione simile.  

Stando a quanto riportato da Repubblica, l’assessore alla mobilità Patané starebbe lavorando sul regolamento che prevede, come primo step, il divieto di percorrenza lungo le grandi arterie della viabilità capitolina. 

Roberta Davi