Esteri
Trump: “Penso sia quasi finita”. Nuovi colloqui e attriti sui satelliti cinesi
La tregua tra Iran e Stati Uniti scade ufficialmente il 21 aprile. Migliaia di soldati, decine di navi e centinaia di aerei continuano a essere schierati nel Golfo. E secondo il Washington Post, il Pentagono è pronto a mandare altri 10mila militari. Il blocco di Hormuz prosegue anche se, secondo il sito Marinetraffic, una petroliera sarebbe riuscita a passare la scorsa notte. Ma qualcosa, sul fronte negoziale, sembra muoversi.
Estendere il cessate il fuoco
Secondo alcune fonti dell’Associated Press, Teheran e Washington hanno “concordato in linea di principio” di estendere il cessate il fuoco. Bloomberg parla di una proroga di due settimane. Mentre i mediatori (Egitto, Pakistan e Turchia) sono convinti che vi siano stati dei progressi nel negoziato, pur rimanendo delle distanze significative sul programma nucleare, sui danni di guerra e sullo Stretto di Hormuz.
Le parole di Trump
Donald Trump, in un’intervista a Fox News, si è espresso con un certo ottimismo. “Penso sia quasi finita”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti riguardo all’operazione contro l’Iran. “Non abbiamo chiuso – ha comunque precisato The Donald – Vedremo cosa accadrà”. In ogni caso, Trump è convinto che gli iraniani vogliano un accordo e che la cosa possa essere anche imminente. Ieri i media statunitensi hanno rilanciato l’ipotesi di un nuovo colloquio tra delegati iraniani e Usa, anche se non è stato chiarito il luogo dell’incontro, né la data.
La Svizzera ha proposto Ginevra, ma rimane in piedi anche l’ipotesi Islamabad, dal momento che il Pakistan continua a essere il propulsore di questa trattativa. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha iniziato ieri un tour diplomatico che lo porterà in Arabia Saudita, Qatar e Turchia insieme al ministro degli Esteri. Ieri a Teheran è sbarcato invece il capo di Stato maggiore pakistano, Syed Asim Munir, il “feldmaresciallo” molto apprezzato da Trump, che è arrivato nella capitale iraniana anche per recapitare dei messaggi da Washington. E come ha scritto il portale Axios, la squadra negoziale di Trump, composta dal vicepresidente JD Vance, dall’inviato Steve Witkoff e dal genero del tycoon Jared Kushner, ha continuato a lavorare ininterrottamente per raggiungere un accordo. Un’intesa che, secondo le fonti del sito Usa, incontra però anche la difficoltà di trovare l’approvazione di tutti gli apparati della Repubblica islamica.
Il rapporto con la Cina
Anche l’Iran si sta muovendo. Il presidente del parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sentito Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepresidente e vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti. Una telefonata particolarmente importante dal momento che il Paese è stato uno dei più colpiti dalla ritorsione missilistica iraniana durante la guerra. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha garantito che Teheran vuole gestire la sicurezza di Hormuz insieme agli altri Paesi del Golfo Persico, aprendo quindi a una condivisione delle rotte. E su questo aspetto, fondamentale può essere anche l’apporto della Cina, che proprio in questi giorni ha rilanciato il suo ruolo con quattro punti per la pace nel Golfo che partono proprio dalla sicurezza collettiva e da una stabilità condivisa. Ieri, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha avuto una telefonata con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, e ha confermato la disponibilità di Pechino a svolgere un “ruolo costruttivo”.
Ma sulla Repubblica popolare adesso incombe anche l’ombra di un nuovo sospetto. Secondo il Financial Times, documenti iraniani hanno rivelato che Teheran ha acquisito un satellite spia cinese per migliorare le capacità di colpire le basi statunitensi in tutto il Medio Oriente. I Pasdaran si sarebbero serviti anche dei dati di alcune stazioni terrestri. Questa notizia arriva proprio mentre la Cina si inserisce nella partita mediorientale e con Trump che prepara il suo sbarco a Pechino tra un mese. “La Cina è molto contenta che io stia riaprendo definitivamente Hormuz. Lo sto facendo anche per loro – e per il mondo intero” ha detto il presidente americano su Truth Social. E ha detto che il presidente cinese Xi Jinping ha “accettato di non inviare armi” a Teheran, e per questo lo accoglierà a Pechino con “un grande e grosso abbraccio”.
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