Il giorno dopo l’ufficializzazione dell’annessione delle quattro regioni del Donbass alla federazione russa, dopo il referendum che l’Occidente ha definito “farsa“, Vladimir Putin incassa un duro colpo sul campo di guerra. Le truppe di Mosca si sono ritirate dalla città orientale di Lyman, che si trova nella regione di Donetsk che il Cremlino ritiene formalmente annesse.

Il ritiro giunge dopo che i soldati russi erano stati accerchiati dalle forze ucraine. Per la controffensiva dell’Ucraina la riconquista di Lyman arriva dopo una serie di vittorie che aprono la strada a Kiev per potersi addentrare ulteriormente nel Donbass, tanto nel Donetsk quanto nel Luhansk.

Lyman, importante hub di trasporti, era un sito strategico per i russi per motivi sia di comunicazioni che di logistica: si trova nella regione orientale di Donetsk e circa 160 chilometri a sud-est di Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, nonché vicino alla frontiera con il Luhansk. Secondo la versione del ministero della Difesa di Mosca, nella battaglia di Lyman i russi hanno inflitto danni alle forze ucraine ma erano inferiori numericamente.

Il ritiro russo ha scatenato le critiche del leader ceceno Ramzan Kadyrov che ‘consiglia’ a Putin di “adottare misure più drastiche, fino alla dichiarazione della legge marziale nelle zone di confine e all’uso di armi nucleari a basso potenziale”. Dichiarazioni che si inseriscono in un contesto in cui il presidente russo, alle prese con progressi di Kiev sul campo, questa settimana ha aumentato le minacce dell’uso della forza nucleare e ha intensificato l’uso della retorica anti-Occidente.

Nel suo messaggio Kadyrov ha duramente criticato il “mediocre” generale Alexander Lapin, comandante delle forze russe impegnate a Lyman. “A causa della mancanza di una logistica militare elementare oggi abbiamo abbandonato diversi insediamenti e un ampio pezzo di territorio”, ha spiegato il leader cececo, rivelando di aver informato due settimane fa il capo di Stato maggiore delle forze armate russe, il generale Valery Gerasimov, del rischio di perdere la città di Lyman.

Intanto le autorità ucraine hanno accusato Mosca di avere bombardato oggi un secondo convoglio umanitario di civili in fuga, nella regione di Kharkiv, uccidendo 24 civili fra cui 13 bambini e una donna incinta. I fatti sono avvenuti nel distretto di Kupiansk: i russi “hanno sparato contro i civili quasi a bruciapelo”, ha detto il governatore della regione di Kharkiv, Oleh Syniehubov, parlando di “crudeltà che non può essere giustificata”.

Kiev ha poi denunciato l’arresto da parte dei russi del direttore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, Ihor Murashov. Energoatom ha riferito che le forze russe lo hanno bloccato intorno alle 16 locali di venerdì, alcune ore dopo la dichiarazione di annessione di Putin di quattro regioni occupate compresa Zaporizhzhia. L’Aiea ha fatto sapere di avere chiesto chiarimenti a Mosca.

Redazione