Arriva dalla Germania una ulteriore prova della responsabilità russa sul massacro di civili a Bucha, la città a 30 chilometri da Kiev dove durante l’occupazione da parte delle forze armate di Mosca sono state commesse esecuzioni sommarie di civili.

Come se non bastassero infatti le immagini satellitari pubblicate nei giorni scorsi dal New York Times, che mostrano i cadaveri ucraini in strada l’11 marzo, durante l’occupazione russa, ora è il settimanale Der Spiegel ad aggiungere prove della responsabilità.

Nonostante infatti i proclami da parte di Mosca, che da giorni va ribadendo che a Bucha vi sarebbe stata una messa in scena organizzata dal governo ucraino e dagli alleati occidentali a fini di disinformazione e propaganda, oggi emergono anche messaggi radio tra militari russi che confermano le responsabilità delle truppe fedeli al Cremlino.

Il settimanale tedesco cita il Servizio federale per le informazioni (Bnd), ossia l’agenzia di intelligence di Berlino, che ha intercettato messaggi radio di militari russi di stanza in Ucraina che confermano le responsabilità di Mosca.

Nei messaggi i militari confermano di aver ucciso civili ucraini a Bucha, sottolineando tra l’altro la presenza nella città occupata dai mercenari del Gruppo Wagner, una società di sicurezza privata utilizzata dal Cremlino anche in altri conflitti e nota per le sue azioni efferate negli scenari di guerra.

L’inchiesta di Der Spiegel basata sulle intercettazioni raccolte dal Bnd evidenzia inoltre come dai messaggi emergerebbe in maniera chiara come le atrocità commesse dai russi a Bucha non siano state casuali o commesse da singoli, ma frutto di “attività quotidiane” programmate dai vertici militari.

Il settimanale riporta in particolare alcune testimonianze dirette dell’eccidio. In una un soldato spiega ad un commilitone di aver sparato a una persona su una bicicletta, col luogo del racconto che coincide con quello del ritrovamento di un cadavere. In un’altra conversazione intercettata, un secondo soldato impartisce un ordine perentorio: “Prima interrogate i soldati, poi gli sparate”.

Secondo la Bnd tedesca il tutto ricadrebbe in una precisa strategia russa volta a terrorizzare la popolazione del Paese e a fiaccarne la resistenza. Lo Spiegel inoltre sottolinea che l’intelligence di Berlino ha intercettato ulteriori messaggi russi su violenze contro i civili in altre località dell’Ucraina, in particolare nei dintorni di Mariupol.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia