Interviste
Vannacci mina l’asse del centrodestra, il candidato Suvilla: “L’unico compromesso di Futuro Nazionale sarà sui principi”
Si sa, la politica parte dai territori. Ieri come oggi il luogo in cui tutti i grandi movimenti politici sono nati è una città distante da quel potere che, prima o poi, punta a raggiungere. La Loreto di Vannacci è Vigevano, dove l’avvocato Furio Suvilla, candidato sindaco, rivendica il risultato e fissa la linea (14,21% al primo turno): «Si può dialogare, ma a patto che si rispettino i nostri principi, altrimenti corriamo da soli». Un sentimento, questo, che va oltre le mura di Vigevano, dove il centrodestra si è presentato più che frammentato, e che guarda a Roma: un primo test finito non troppo bene per la coalizione. E ancora, che si voglia ammetterlo o meno, Vannacci sta mettendo a dura prova l’asse Meloni-Salvini-Tajani e, alla larga, Calenda, che per il 2027 guarda al centrodestra. Ci sarà anche il generale? Presto per dirlo.
Avvocato Suvilla, siete rimasti fuori dal ballottaggio ma avete superato il 14%. È un risultato locale o il segnale che FN sta diventando qualcosa di più?
«Credo sia un segnale politico chiaro. A Vigevano abbiamo raccolto il consenso di tanti cittadini che chiedevano una proposta coerente, concreta e soprattutto riconoscibile. Non penso sia un fenomeno solo locale. C’è una parte di elettorato che non si sente più rappresentata dai partiti tradizionali e cerca una forza che parli in modo semplice, diretto e credibile. Noi abbiamo cercato di fare questo».
Adesso però si apre il tema delle alleanze. Sosterrete il centrodestra al ballottaggio oppure correrete da soli anche in futuro?
«Non abbiamo preclusioni verso nessuno, ma nemmeno automatismi. Per noi conta una cosa: il rispetto del mandato ricevuto dagli elettori. Se si apre un confronto serio sui punti fondamentali del nostro programma allora si può discutere. Se invece ci viene chiesto di annacquare la nostra identità o di rinunciare ai nostri valori, allora non avrebbe senso fare accordi».
Il vostro linguaggio politico insiste molto su identità, sicurezza, legalità. Ma quando si passa dalla protesta al governo il rischio è promettere più di quanto un Comune possa davvero fare.
«Il rischio esiste quando si fa propaganda. Noi abbiamo sempre fatto proposte concrete e attuabili. Sicurezza, per esempio, significa più presidio del territorio, turni serali della polizia locale, attenzione alle zone sensibili. Non abbiamo mai promesso cose fuori dalle competenze comunali. La differenza sta tutta lì: dire ai cittadini quello che si può realmente realizzare».
Vi presentate come alternativa all’establishment. Ma ogni forza che entra nelle istituzioni prima o poi è costretta a compromessi. Qual è il compromesso che FN non farà mai?
«Quello sui principi. Sui metodi amministrativi si può discutere, sulle priorità si può dialogare, ma non su etica, legalità e coerenza politica. I cittadini ci hanno votato anche perché vedono troppa politica fatta solo per mantenere una poltrona. Noi non siamo nati per quello. Se dobbiamo amministrare lo facciamo per portare risultati, non per occupare spazi».
Lei cita spesso legalità ed etica pubblica. A Vigevano il riferimento è anche alle vicende giudiziarie che hanno segnato la città negli ultimi anni?
«È inevitabile. Quando una città vive vicende pesanti sul piano amministrativo e giudiziario, parlare di legalità non dovrebbe essere straordinario ma normale. E invece oggi sembra quasi una parola dimenticata. Noi crediamo che il rispetto delle regole debba tornare a essere il punto di partenza della politica locale e nazionale».
Nel centrodestra qualcuno guarda alla crescita di FN con preoccupazione. Forza Italia ha già posto veti in diverse realtà e la Lega teme una concorrenza sullo stesso elettorato. State diventando un problema per la coalizione?
«Non spetta a noi preoccuparci degli equilibri degli altri partiti. Noi lavoriamo per costruire consenso attorno alle nostre idee. Se cresciamo è perché c’è chi evidentemente si riconosce in questa proposta politica. Non nasciamo per creare tensioni, ma per rappresentare persone che prima non si sentivano rappresentate».
Vale anche a Roma? Se FN continuerà a crescere, siete pronti a correre da soli pure a livello nazionale?
«La linea è la stessa ovunque: a Vigevano come a Roma. Noi crediamo che la coerenza venga prima della convenienza politica. Se ci sono convergenze sui contenuti si lavora insieme, altrimenti si va avanti autonomamente. Non abbiamo l’ossessione di stare per forza dentro un governo o una maggioranza. Abbiamo l’obiettivo di restare credibili davanti ai cittadini. Ed è questo che, secondo me, oggi fa la differenza».
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