Che fine hanno fatto Haibatullah Akhundzada e Abdul Ghani Baradar? È la domanda che si fanno gli osservatori internazionali su due delle figure di maggior rilievo dei talebani, il primo Guida Suprema del movimento islamico, il secondo vicepresidente dell’Afghanistan.

Ad avanzare dubbi sulle loro sorti è il quotidiano britannico The Guardian, che evidenzia come gli stessi afghani siano propensi a ritenere come i due ‘big’ talebani non siano più in vita. Di Akhundzada l’ultima testimonianza risale al 15 agosto scorso, giorno in cui i miliziani islamici hanno preso il possesso della capitale Kabul.

Da allora di lui non si hanno più tracce, anche se portavoce degli studenti coranici Mohammad Naeem ha smentito le voci sulla Guida Suprema, che sarebbero frutto di “propaganda nemica”.

Stesso alone di mistero anche sulla sorte di Baradar, l’uomo chiave dei negoziati di Doha del febbraio 2020 tra talebani e l’amministrazione americana di Donald Trump, accordo che di fatto ha aperto il campo al ritorno al potere del movimento.

Il capo dell’ufficio politico dei talebani in Qatar non si mostra in pubblico da tempo, nonostante sia stato indicato come vicepresidente del Paese. Voci riferiscono che Baradar possa essere rimasto ucciso o gravemente ferito durante uno scontro con i sostenitori di Sirajuddin Haqqani, capo della rete Haqqani.

Anche in questo Mohammad Naeem ha tentato di mettere a tacere le indiscrezioni, spiegando che Baradar sta bene e pubblicando come ‘prova’ la fotografia di un documento ufficiale scritto a mano, in cui una figura vicina a Baradar dichiara che il leader si trova in Kandahar.

Su internet inoltre sta circolando un messaggio audio che i talebani attribuiscono proprio a Baradar: “In questi giorni sono fuori Kabul per un viaggio e sto benissimo, grazie a Dio”, si sente nel messaggio, la cui autenticità non può essere confermata. Contemporaneamente sono iniziati a circolare

 

Altri video e foto condivisi online, che indicavano la presenza di Baradar a Kandahar, hanno iniziato a circolare negli ultimi giorni, ma nessuno di questi è databile

 

Ma è la stessa storia dei talebani ad alimentare dubbi su una possibile ‘copertura’ della scomparsa o morte dei due esponenti di spicco. Va ricordato infatti come la morte del mullah Omar, fondatore del movimento, sia stata tenuta nascosta per due anni: un periodo di tempo in cui gli “studenti coranici” continuarono a rilasciare dichiarazioni a suo nome.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia