L’ultimo saluto ad Antimo Imperatore, l’operaio ucciso in un agguato di camorra a Ponticelli e una preghiera in strada per Andrea Covelli, il giovane sequestrato, torturato e ucciso dalla malavita di Pianura. Da est a ovest, le periferie di Napoli ricordano le due vittime, entrambe incensurate e uccise a distanza di poche settimane, che con la criminalità non avevano nulla a che fare. Vivevano in un contesto di degrado e di sopravvivenza, dove le istituzioni sono latitanti e dove è inevitabile relazionarsi e convivere con persone legate al malaffare.

I funerali di Antimo Imperatore, 55 anni, si svolgeranno oggi, 26 luglio, alle 16 nella chiesa di San Giuseppe del rione Incis di Ponticelli. L’uomo è stato ucciso nel duplice agguato dello scorso 20 luglio nel rione Fiat e stava montando una zanzariera in un ‘basso’ (abitazione al piano terra) dove era andato a vivere un camorrista, Carlo Esposito, 29 anni, affiliato al clan De Micco-De Martino. Il killer Antonio Pipolo, reo confesso, ha spiegato agli investigatori che la sua intenzione era quella di uccidere solo Esposito, soprannominato “Kallon” e che l’operaio è stato colpito per errore.

Soprannominato il Robin Hood del rione Fiat di Ponticelli, Imperatore era un operaio tuttofare che veniva chiamato da residenti della zona per qualsiasi tipo di lavoretto da fare in casa. A contattarlo spesso anche gli uomini del clan De Micco-De Martino. Antimo ha pagato anche questo purtroppo. Lavorava per poche decine di euro o a volte anche in cambio di un pacchetto di sigarette. 

Mio zio era una persona buona, un lavoratore onesto pronto ad aiutare tutti. Gli è stata tolta la vita per colpa delle persone che non sono umane ma sono bestie” ha ricordato la nipote. La moglie subito chiarì: “Mio marito non è un camorrista, era una brava persona. Si è trovato qua per mettere una zanzariera, per un pacchetto di sigarette (“per 20 euro” aggiunge un’altra donna). Lo chiamavano il Robin Hood del quartiere perché faceva del bene, faceva dei lavoretti per le persone in difficoltà, con pochi soldi. Lo faceva anche in cambio di un pacchetto di sigarette. Chiedo giustizia perché mio marito è stato ucciso come vittima innocente”.

A Pianura Andrea Covelli è stato sequestrato il 29 giugno scorso e ritrovato cadavere in una zona di campagna di Pianura, due giorni e mezzo dopo. E’ incensurato, lavorava in un parcheggio-autolavaggio e arrotondava facendo l’ambulante. Ha pagato il legame del fratello più piccolo, Antonio (arrestato nell’ultimo blitz), con uno dei due clan della zona. “Ma non era un camorrista” ripetono con insistenza familiari e amici.

I funerali sono stati vietati dal Questore Alessandro Giuliano per motivi di ordine pubblico. Da qui l’iniziativa nella zona delle case popolari di Pianura che ha vissuto fino a poche settimane fa nel terrore tra stese, agguati e pestaggi. “Molti già sapranno che i funerali pubblici di Andrea non sono stati autorizzati. Domani martedì 26 luglio, però, alle ore 20:00 presso via Evangelista Torricelli ci sarà in memoria di Andrea Covelli, con la presenza di un sacerdote, un momento di preghiera e di raccoglimento. La mamma di Andrea, Rosaria Vicino ci teneva ad informarvi e vi invita a partecipare. Per chiunque volesse ci vediamo domani alle 20:00 in via Evangelista Torricelli”.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.