Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri, fa certamente uso di un sistema di calcolo tutto suo, grazie al quale guarda, con compassionevole sufficienza, noi poveri fessi che ancora smanettiamo con le vecchie tabelline. È un nuovo sistema di calcolo, lo ha inventato lui e perciò lo chiameremo “il gratterio”. I risultati sono straordinari, saremmo tentati di dire perfino miracolosi se non fossero il frutto, sia ben chiaro, di una logica ferrea e rigorosa. Prendete il tema del carcere e del rischio epidemico. Il dott. Gratteri ci assicura che i nostri istituti penitenziari sono una barriera di sicurezza contro il dilagare del virus, ciò che rende i detenuti, in questa tragica pandemia, delle persone a ben vedere privilegiate rispetto a noi poveri liberi.

Cosa saranno mai, ha detto sbigottito a una estasiata signora Gruber, 21 contagiati su 60mila detenuti e 200 agenti penitenziari su 120mila? Ecco, vedete? Noi lì con le vetuste tabelline e gli inattendibili grafici a calcolare l’incremento percentuale dei contagiati (prima uno, poi cinque, poi, 9, poi 15, poi 21, e cosi a seguire) traendone stupidamente i peggiori auspici, e lui lì a rasserenarci: calcolata con il gratterio, la curva è destinata ben presto a decrescere, per quei 21 + 120 sicuramente non va calcolato l’indice di contagio 1 a 3 valido per tutti noi liberi, quindi che restino tutti in carcere, non si ceda alle proterve manovre epidemiche della criminalità organizzata, da tutti noi altri callidamente favoreggiate, la questione si risolve da sé. È il gratterio, bellezza.

Sempre grazie a questo straordinario nuovo sistema di calcolo, il nostro Procuratore ci ha per esempio assicurato, in una intervista come gliele sa fare Il Fatto Quotidiano, incalzanti, impietose, senza sconti, che se a suo tempo gli avessero dato retta, altro che sovraffollamento! Tanti detenuti in più -ci ha detto con sguardo che immaginiamo sognante- ma tutti in celle singole con bagno, intenti a studiare e a recuperarsi alla società scontando la pena dal primo all’ultimo giorno. Come? Ma perbacco! Costruendo in sei mesi (ha detto proprio così, sei mesi) quattro carceri da cinquemila posti (si, ha detto cinquemila), che perfino con le nostre tabelline fa ventimila, e il problema dei diecimila detenuti di troppo non è risolto, è polverizzato.

Noi a occhio avremmo calcolato, per una impresa simile, venti-venticinque anni per le opere in muratura, un punto di Pil per costruirle e un altro punto, un punto e mezzo l’anno per mantenerle, ma è perché non usiamo il gratterio, tutto qui, è questa la nuova verità che, grazie alle Gruber e ai Barbacetto, giornalisti di inchiesta con la “i” maiuscola, finalmente ci illumina. Non parliamo poi della smaterializzazione del processo penale. Ci siete finalmente arrivati, ci dice con paterna ed un po’ malinconica severità il dott. Gratteri! Io lo dico da anni, vedete che si può fare? Godetevelo, questo mondo dei sogni! Basta una piattaforma, un buon computer, e tutti a casa, anche in mutande volendo tanto ti si vede a mezzobusto, prego avvocato a lei la parola, non si sente abbia pazienza, ripeta, no lei ha un pessimo wi-fi, abbia pazienza ci posti la discussione su Facebook.

La Corte si ritira in Camera di Consiglio, ognuno da casa propria, e si discute di questo benedetto omicidio mentre i giudici, togati e popolari, cucinano o rassettano casa, caro non ascoltare che la Camera di Consiglio è segreta; o guardano di sottecchi una serie tv, ma per carità, sto sentendo, sto sentendo. Alla fine, per WhatsApp, ti arriva la parolina, per esempio: ergastolo, e tutti a casa, ah no ci siamo già.

Ora, queste meravigliose sorti e progressive del processo penale, ci assicura il dott. Gratteri, ci avrebbero fatto per di più guadagnare, come si dice a Roma, “mijoni de mijardi”, sempre secondo la famosa unità di misura, e noi invece, duri di comprendonio, abbiamo dovuto aspettare una pandemia per capirlo. Speriamo bene per il futuro, dai.
Ecco, grazie alla formidabile visione prospettica del dott. Gratteri, e soprattutto al suo nuovo, prodigioso sistema di calcolo, la verità è disvelata.

Chi continua a non capirlo, paventando rischi epidemici nelle carceri e necessità di rientrare cautelativamente almeno dal vergognoso sovraffollamento del quale deteniamo il primato europeo, si rende strumento e complice della criminalità organizzata, che tiene le fila di questa inutile e pretestuosa gazzarra. Perciò io non voglio rogne, e dico che mi fido delle previsioni calcolate con il gratterio. Magari, ed è il caso di dirlo, mi gratto; quando non mi vede nessuno però, non vorrei beccarmi un concorso esterno.