È emergenza incendi in Italia. Soprattutto in Calabria, in Sicilia e in Sardegna. Il bilancio della giornata di oggi è tragico: due morti in Calabria, uno in Sicilia. Le fiamme stanno avanzando in Aspromonte. Decine e decine le persone che sono state allontanate dalle loro case. Sono state complessivamente 32 le richieste di intervento aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile oggi, di cui 10 dalla Calabria, 9 dalla Sicilia, 4 dalla Sardegna, 4 dalla Basilicata, 2 ciascuna dalla Campania e dal Lazio, una dalla Puglia.

Mario Zavaglia, pensionato di 77 anni, è rimasto carbonizzato nel tentativo di spegnere le fiamme che si erano avvicinate troppo al suo casolare in contrada Scaletta, a Grotteria, nella Locride. In quel casolare teneva i sui animali. È stato travolto dalle lamiere del tetto quando le fiamme spinte dal vento di scirocco hanno avvolto la struttura facendo crollare tutto. A trovarlo il figlio, arrivato da pochi giorni da Milano per trascorrere un periodo di ferie. Non riusciva a mettersi in contatto con lui.

A Cardato, sempre in provincia di Reggio Calabria, è morto un uomo di 79 anni. Era stato dato per disperso in mattinata. Il cadavere è stato ritrovato coperto di ustioni. Si chiamava Nicola Fortugno. Si era recato nella sua proprietà. Altre quattro persone, tutte civili, sono rimaste ustionate per un incendio a Vinco, frazione pedemontana di Reggio Calabria, e sono state trasportate al Pronto Soccorso dell’ospedale del capoluogo di Regione.

La Giunta Regionale, su proposta del Presidente facente funzioni Nino Spirlì ha deliberato la richiesta al Governo di dichiarazione dello Stato di Emergenza “in relazione agli eventi calamitosi derivanti dalla diffusione di incendi boschivi che stanno interessando il territorio della Calabria”. Nella delibera si dà anche atto che “si procederà, con successivi atti, alla quantificazione dei danni derivanti dagli eventi, a seguito di apposita ricognizione che verrà effettuata nei Comuni interessati”. Solo cinque giorni fa a causa delle fiamme erano morti Margherita Cilione e suo Nipote, zia e nipote, 53 e 34 anni, a Bagaladi nel tentativo di salvare il loro uliveto dalle fiamme. Si teme intanto per il Santuario di Polsi, dove si tengono i riti della Madonna della Montagna, circondato dalle fiamme.

Una vittima anche in Sicilia: a Paternò è morto un agricoltore di 30 anni, schiacciato dal suo trattore, mentre cercava di spegnere le fiamme. I roghi sono attivi ancora sulle Madonie e tra le pinete del Ragusano. La Protezione Civile ha diffuso un bollettino di allerta rossa per tutte le province siciliane, eccezion fatta per quella di Messina, che sarà arancione, per i prossimi giorni. Preoccupazione anche in Sardegna e in particolare nelle zone del Nuorese e dell’Ogliastra sulle quali le fiamme insistono da tre settimane.

Tutto il Mediterraneo nella morsa delle fiamme: dal Marocco alla Turchia. Drammatico il bollettino il Algeria dove sono almeno 65 morti comunicati dalle autorità. Il fuoco ha mangiato ettari di terreno tra Turchia e Grecia dove decine di turisti sono stati costretti a evacuare. Fiamme anche in Croazia, Macedonia del Nord, Albania. L’ondata di calore intanto non accenna a fermarsi: oggi a Floridia, in provincia di Siracusa, è stata registrata la temperatura che se confermata diventerebbe la più alta mai rilevata in Europa.

 

Le Faggete Vetuste “miracolosamente resistono”

Minacciate dalle fiamme anche il sito, patrimonio Unesco, della Faggete Vetuste nel Parco Nazionale del Pollino – si tratta di foreste primordiali di faggi dei Carpazi diffuse in diversi punti d’Europa. Al momento sono miracolosamente salve come fa sapere lo stesso Parco del Pollino attraverso i suoi account social. “Nella giornata odierna alcuni uomini dell’Ente Parco e del servizio antincendio del Parco, si sono addentrati nella foresta di Ferraina, arrivando a ridosso della ‘Valle Infernale’. Al momento, miracolosamente, le Faggete Vetuste, patrimonio Unesco, non sono state interessate dalle fiamme, nonostante l’immane incendio che da giorni sta devastando la zona e che ha bruciato uno dei boschi di pino calabro più importante e storico del Parco, quello di Acatti.

‘Le nostre Faggete sono praticamente circondate dai roghi, ma continuano a resistere. La minaccia, però, non è superata, anzi il contesto è complicatissimo perché quell’incendio è particolarmente violento e ampio: la situazione può precipitare in un brevissimo lasso temporale. – ha detto il Presidente del Parco, Leo Autelitano – Siamo tutti all’opera per salvarle: dall’alto i canadair supportano gli uomini ed i mezzi impegnati da terra. È in atto dispiegata tutta la forza possibile per salvare le faggete e domare il fuoco, con i carabinieri del Reparto biodiversità coordinati dal Tenente colonnello Alessandra D’Amico, gli operai dell’ufficio biodiversità coadiuvati dal personale dell’Ente Parco che hanno bloccato le fiamme in una vera e propria azione di resistenza. Alcuni stanno creando, quasi a mani nude, dei percorsi per facilitare l’accessibilità dei mezzi. Il comune di Samo, inoltre, ha inviato sul posto mezzi utili per le attività. Siamo in una condizione difficile e catastrofica in tutte le zone dell’Aspromonte con incendi sullo Zomaro, sulle montagne di Mammola, nell’Area Grecanica fino a Polsi”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.