Un minuto di silenzio e un applauso liberatorio. La terapia intensiva del Papa Giovanni XIII di Bergamo è libera da pazienti affetti da coronavirus. Il personale si è riunito per celebrare sobriamente questo momento a 137 giorni dal ricovero del primo paziente, domenica 23 febbraio. Restano ricoverati alcuni pazienti colpiti dal covid, ma ormai negativizzati, come fa sapere l’Asst.

Bergamo è stata l’area più colpita dal contagio per larghi tratti dell’emergenza. È in corso un’inchiesta per acclarare le cause della mancata zona rossa tra Alzano e Nembro. Hanno fatto il giro di tutto il mondo le immagini del 18 marzo quando, poco prima della mezzanotte, una colonna di mezzi militari hanno portato fuori dalla provincia le salme di 65 vittime del coronavirus. Non c’era più spazio in quei giorni al cimitero Monumentale di Bergamo.

Domenica 28 giugno la cerimonia, proprio al Monumentale, con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in ricordo delle oltre seimila vittime del virus. “Qui a Bergamo, questa sera, c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto. E che, volendo riprendere appieno i ritmi della vita, sa di non poter dimenticare quanto è avvenuto. La mia partecipazione vuole testimoniare la vicinanza della Repubblica ai cittadini di questa terra così duramente colpita”, ha detto Mattarella. In totale, il Lombardia, la regione più colpita d’Italia, i decessi sono stati 16.713.

Presenti al momento di raccoglimento, al Papa Giovanni XXIII, medici, operatori della rianimazione, il direttore generale Maria Beatrice Stasi, il direttore sanitario Fabio Pezzoli e il direttore del Dipartimento di Emergenza urgenza e area critica Luca Lorini. “Abbiamo raggiunto numeri importantissimi – ha detto Maria Beatrice Stasi – con un centinaio di pazienti ricoverati nelle fasi acute dell’emergenza. Oggi il nostro reparto di rianimazione torna a dedicarsi a tutte le patologie che noi seguiamo qui al ‘Papa Giovanni’, senza più pazienti Covid“.

Quello di oggi è stato un “applauso liberatorio – secondo Luca Lorini – Questa è una giornata estremamente importante. Un applauso liberatorio di tutto il personale”, seguito a un minuto di silenzio in ricordo delle vittime, “che ognuno ha fatto al suo compagno di banco, al suo compagno di avventura. Perché tutti quanti, medici e infermieri, personale e tecnici – ha evidenziato Lorini – si sono uniti in una forza unica a combattere questo nemico terribile“. E alla fine “la vittoria è arrivata”.