L’orizzonte di tempo realistico per la creazione del Centrodestra Unito è quello delle elezioni del 2023. Quindi lunga vita ancora al governo Draghi, almeno da parte di Forza Italia. La benedizione e la proiezione è del fondatore e Presidente di Fi ed ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che in un’intervista a Il Corriere della Sera ha auspicato la nascita della Federazione tra partiti di centrodestra come proposto dal Segretario della Lega Matteo Salvini. Non “una ‘fusione fredda’ imposta dall’alto, che si possa realizzare in poche settimane”. Un centrodestra che però è tormentato di questi tempi: all’opposizione, diversamente da Forza Italia e Lega, Giorgia Meloni con il suo Fratelli d’Italia continua guadagnare consenso – per SWG è il primo partito.

Il nome della Federazione potrebbe essere Centrodestra Italiano, ma “non mi dispiace neppure Centrodestra Unito – osserva Berlusconi – la cui sigla, Cdu, avrebbe il pregio di richiamare quello che per noi è un modello di riferimento, i nostri partner tedeschi nel Partito Popolare Europeo. Il centro-destra ha bisogno di un forte aggancio ai principi liberali, cristiani, europeisti, garantisti che noi di Forza Italia rappresentiamo”.

Per restare in tema di garantismo: Forza Italia appoggia la campagna referendaria, con la raccolta firme che partirà a inizio luglio, promossa dai radicali, Ud e Lega sulla riforma della Giustizia – sei i quesiti: sulla responsabilità civile dei magistrati, sulla separazione delle carriere, sulla custodia cautelare, sull’abolizione della Legge Severino, sulle candidature al Consiglio Superiore della Magistratura, sulla valutazione dei magistrati. La riforma della Giustizia è “una delle condizioni necessarie per far ripartire il Paese – ha osservato il Cavaliere – I referendum, che riprendono temi da noi sempre sostenuti, possono essere un’utile sollecitazione al Governo e Parlamento per la riforma”.

Il Convitato di Pietra del Centrodestra Unito resta tuttavia Giorgia Meloni e Fdi, che hanno scelto di restare fuori dal progetto del Centrodestra Unito. “Rispetto anche se non condivido la scelta nei nostri amici di Fratelli d’Italia, che comunque saranno come sempre con noi alle prossime elezioni amministrative. Del resto dall’opposizione spesso manifestano sensibilità simili alle nostre”. A Roma il candidato che la destra ha scelto è Enrico Michetti, a Torino è Paolo Damilano, a Napoli è ormai bruciato l’appoggio a Catello Maresca – il magistrato ha rifiutato i simboli di partito – e si dialoga con Sergio Rastrelli, in Calabria corre il capogruppo di Fi alla Camera dei Deputati Roberto Occhiuto. Ancora nessuna decisione su Bologna.

Nessuna rivelazione di Berlusconi su Milano, sulla quale si attendono decisioni in settimana. Nessun pregiudizio su candidati civici o politici: “Quello che conta è che il futuro sindaco sia competente, preparato, onesto. Che abbia una visione del futuro della città. Che sappia ridare a Milano la spinta innovativa e propulsiva che la città ha conosciuto con le giunte di centrodestra, Albertini e Moratti, culminata con l’assegnazione a Milano dell’Expo”. L’ultimo nome trapelato negli ultimi giorni è quello del Professore di Economia di Impresa all’Università Cattaneo-Liuc, con 24 anni di insegnamento alla Bocconi, e presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, Andrea Farinet.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.