Un colloquio introduttivo, il primo tra il presidente americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping, ma che ha superato presto le formalità per arrivare subito sui temi centrali: questioni economiche e militari, potenziali aree di cooperazione, cambiamento climatico, nucleare, tecnologia e, soprattutto, diritti umani.

Sono molti gli argomenti che hanno diviso i due Paesi già nei quattro anni di amministrazione Trump, e tra Washington e Pechino continua il lancio di accuse sull’indagine dell’Oms per scoprire l’origine del coronavirus, partita da Wuhan e che adesso potrebbe spostarsi negli Stati Uniti, come chiesto da esponenti del partito comunista.

In particolare, durante la telefonata, Biden avrebbe battuto sulla questione delle violazioni dei diritti umani sulla minoranza musulmana cinese degli uiguri, e sulle azioni ostili nei confronti dei manifestanti a Hong Kong. “Affari interni che riguardano la sovranità e l’integrità territoriale della Cina”, la risposta da Pechino.

In un resoconto del Global Times, house organ del partito di Xi, si dice che il leader orientale avrebbe chiesto agli Stati Uniti di “rispettare gli interessi fondamentali della Cina e affrontare tali questioni con prudenza”.

Dopo un passaggio sulle “pratiche economiche coercitive e sleali di Pechino”, Biden ha però alleggerito i toni rivolgendo gli auguri della Casa Bianca al popolo cinese in occasione del capodanno lunare. “Lo scontro sarebbe disastroso per entrambi i Paesi e per il mondo intero”, è l’appunto di Xi Jinping, che indica nella cooperazione “l’unica scelta giusta”.

I rapporti tra Stati Uniti e Cina sono in un momento particolare, ma vanno avanti “nonostante varie difficoltà”. Il leader del partito comunista ha aperto più volte nel corso del colloquio a un “miglioramento delle relazioni”, insistendo sul rispetto reciproco e su “sforzi congiunti nella stessa direzione”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.