“Nel libro racconto il consenso che Mussolini ebbe per le sue opere sociali. Ha creato i contratti nazionali, l’Inps, la settimana di 40 ore”. Così Bruno Vespa ha promosso questa mattina su Agorà, la trasmissione televisiva di Rai3 condotta da Luisella Costamagna, la sua ultima ‘fatica letteraria, il libro sul fascismo “Perché l’Italia amò Mussolini”.

Ma sulla ricostruzione e la veridicità storica del libro di Vespa sorgono importanti dubbi viste le premesse. Il conduttore di Porta a Porta si è lanciato in dichiarazioni controverse sul Duce. L’ormai ‘storico’ giornalista della tv pubblica rilancia un leitmotiv caro a certa destra italiana, del Mussolini che ha fatto anche cose buone, rilanciando però due bufale conclamate.

La prima è quella relativa alla creazione dell’Inps, l’Istituto nazionale della previdenza sociale. Qui il debunking non è affatto complicato ed è incredibile che un giornalista come Vespa cada in certi errori: basta collegarsi al sito internet per leggere chiaramente che la creazione dell’istituto risale al 1898, quando nasce la Cassa Nazionale di previdenza per l’invalidità e per la vecchiaia degli operai, mentre nel 1919 l’assicurazione per l’invalidità e la vecchiaia diventa obbligatoria per i lavoratori dipendenti privati.

Altra ‘fake news’ riguarda quindi la settimana lavorativa di 40 euro, evergreen della disinformazione sul Duce e il fascismo che va di pari passo con il tema del ‘sabato fascista’. La settimana da 40 ore fu una conquista sindacale arrivata ufficialmente mezzo secolo dopo la caduta del regime, con la legge 24 giugno 1997 n. 196.

L’intervento di Vespa ad Agorà ha scatenato forti polemiche anche sui social: centinaia di utenti hanno lamentato l’assenza di un minimo di contradditorio, anche della stessa Costamagna, nel fermare le inesattezze di Vespa.