Per dire basta all’abuso della custodia cautelare, per far sì che un innocente non passi un solo giorno in carcere. Per frenare la furia dei pm e le inchieste show e responsabilizzarli. Per far sì che ci sia una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e che ci sia un’equa valutazione dei magistrati. Per far sì che non si possa passare dalla funzione di requirente e quella di giudicante e per far sì che l’interdizione dai pubblici uffici non sia automatica ma valutata caso per caso dal giudice. Ecco perché bisogna votare al Referendum.

Per cercare di cambiare una giustizia che non funziona, che non risponde ai diritti dei cittadini. E questo riguarda tutti: nessuno escluso. Ma sul Referendum per una giustizia giusta pare sia calato un silenzio imbarazzante. Il 12 giugno si andrà a votare ma qui nessuno ne parla. Qualcuno sì. C’è stato un convegno a Napoli dal titolo “Riforma della Giustizia: tempo scaduto” proprio per sensibilizzare i cittadini rispetto alla necessità di scrivere sì sulla scheda, e in questa occasione il senatore della Lega, Roberto Calderoli ha ribadito che continuerà a fare lo sciopero della fame. In memoria di Marco Pannella che ha dedicato la vita a battersi per le cose giuste. Per una giustizia giusta.

«Occorre attirare l’attenzione del sistema radiotelevisivo pubblico e privato e far conoscere i contenuti dei quesiti” – ha spiegato il senatore Calderoli – Dobbiamo spiegare i contenuti dei quesiti – aggiunge – in modo che il voto sia ragionato e pesato e non un sì e un no per caso». In platea i presenti sventolano delle bandiere sulle quali è stampato il viso di Enzo Tortora. «Credo che sia uno dei fondamentali ispiratori dei quesiti che abbiamo proposto con i Radicali – sottolinea il vicepresidente del Senato – l’esperienza di Tortora dovrebbe spingere tutti ad andare a votare il 12 giugno e a votare sì, perché quello che è capitato a lui e a tanti comuni cittadini domani potrebbe capitare a chiunque, quindi non ci si può tirare indietro rispetto a un diritto-dovere come quello del voto di domenica». Poi la mente vola alla figura straordinaria di Marco Pannella che «è stato un maestro in questo» ha ricordato Calderoli. Non solo, i sostenitori del Sì hanno scritto anche una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Abbiamo scritto al presidente della Repubblica perché attraverso le sue prerogative potesse stimolare il mondo dell’informazione – ha fatto sapere Calderoli – Abbiamo avuto una telefonata e una lettera della presidente del Senato che ha scritto alla commissione di vigilanza di Rai e oggi – ha aggiunto Calderoli – è partita anche una lettera per il premier che ha avuto il demerito di fissare il voto solo in una giornata, il 12 giugno, a scuole chiuse e con il via libera dai restringimenti Covid». È indispensabile votare Sì per una giustizia giusta che poi si traduce in Sì perché abbiamo diritto ad avere più diritti.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.