Ha aspettato l’ora d’aria per provare ad evadere dal carcere napoletano di Poggioreale. Così poco prima delle 12 di venerdì 9 aprile un detenuto di nazionalità italiana si è introdotto in un tombino nell’aria passeggi della casa circondariale partenopea, restando però incastrato. Per liberarlo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. A denunciare l’accaduto è Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria (SPP). “Non vi è più limite alla fantasia dei detenuti – commenta il sindacalista – che cercano ogni modo di evadere, però questa volta il mal capitato tornerà in cella con un tentativo di evasione e con più di qualche escoriazione e dovrà ringraziare i vigili del fuoco che con non senza difficoltà sono riusciti ad estrarlo dal tombino”.

L’uomo, che doveva scontare un altro anno di pena, secondo quanto si apprende da fonti interne al carcere, non avrebbe mai potuto raggiungere l’esterno attraverso i tombini.  “Nonostante le criticità quotidiane e le tensioni legate all’emergenza sanitaria – aggiunge segretario nazionale USPP Giuseppe del Sorbo – la polizia penitenziaria è riuscita a sventare il tentativo di evasione: un plauso del sindacato al personale di polizia penitenziaria di Napoli Poggioreale”.

La prima e unica fuga

La prima e unica evasione nel carcere di Poggioreale è stata registrata il 25 agosto 2019 quando Robert Lisowski, polacco 32enne detenuto per omicidio, scappò dal carcere calandosi oltre il muro di recinzione con una corda fatta di lenzuola. Nella fuga riportò una grave ferita alla gamba. Venne poi arrestato qualche giorno dopo nei pressi della stazione Centrale di Napoli, poco distante dal carcere.

Cellulari sequestrati nel carcere di Secondigliano

Sono oltre 40 i cellulari sequestrati dalla polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Napoli-Secondigliano negli ultimi 20 giorni. A darne notizia, il Sappe con il segretario campano, Emilio Fattorello e quello nazionale, Donato Capece. L’ultima operazione ha riguardato 20 cellulari di diverso tipo e circa 30 grammi di hashish negli ambienti e spazi detentivi in comuni delle quattro sezioni del Reparto S 4, occupato dai detenuti appartenenti al circuito detentivo dell’Alta Sicurezza, tutti affiliati alla criminalità organizzata. Tra i telefonini sequestrati è stato rinvenuto uno smarphone, un cellulare a orologio da polso e micro telefoni di ultima generazione con all’interno doppie sim card.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.