I cittadini romani devono fare i conti con l’approvazione di nuove regole per l’utilizzo dei monopattini, anche se la prima settimana dall’introduzione di queste ha mostrato come la Capitale non sia ancora pronta ad adattarcisi. D’altronde, quando su 10 controlli di media si riscontrano 4 violazioni, vuol dire che c’è un problema. La polizia locale di Roma, così come riportato da RomaToday, ha reso noti i risultati della prima settimana di verifiche e posti di blocco per il rispetto delle nuove regole sui monopattini, in vigore dal 16 maggio.

La nuove regole

Dopo l’introduzione dell’obbligatorietà del casco nel dicembre 2024, dal 16 maggio 2026 lo stesso obbligo vale per la targa, che deve essere apposta come “contrassegno indicativo” su tutti i monopattini. Una regola che vale anche per gli operatori di sharing della Capitale, Lime, Dott e Bird. Dal 16 luglio, sarà poi obbligatoria anche la sottoscrizione di una rc auto, con la sanzione prevista per chi infrange la regola da un minimo di 100 a un massimo di 400 euro. Invece, per il mancato utilizzo del casco, la sanzione va dai 50 ai 250 euro.

I controlli e la sensibilizzazione

La polizia locale di Roma, nell’ultima settimana, ha controllato più di mille mezzi, rilevando oltre 400 infrazioni. Quella più frequente, è stata quella legata al mancato utilizzo del casco, con molti utenti sorpresi a circolare su mezzi privati o sharing. Per quanto riguarda l‘obbligo del contrassegno, il maggior numero di violazioni è stato registrato nelle zone di Marconi, Aurelio e Centro Storico. Ma la polizia locale, non si è solo limitata a sanzionare gli illeciti, bensì a portare avanti anche una campagna sensibilizzazione dei conducenti sulle nuove regole. Durante i controlli, gli agenti hanno fornito informazioni e chiarimenti agli utenti dei monopattini elettrici, con particolare attenzione agli obblighi introdotti recentemente.

Mancato utilizzo del casco

Come detto, sono ancora tanti i romani che ancora non rinunciano a girare senza casco. Delle 400 sanzioni effettuate nella Capitale, il numero maggiore di illeciti riguarda il mancato utilizzo del dispositivo di protezione, con a seguire la mancata esposizione della targa. Su questo, però, occorre segnalare anche i ritardi da parte della Motorizzazione, sommersa da richieste. Anche molti mezzi degli operatori dello sharing di Roma, che avevano fatto richiesta del contrassegno con largo anticipo, hanno ancora decine e decine di monopattini che circolano senza targa perché, di fatto, non sono state ancora materialmente stampate.