Rocco Papaleo, comandante della Compagnia carabinieri di Cremona è stato sentito in Procura dai pm e dal procuratore Grazia Pradella, sulla vicenda che ha portato all’arresto di sei militari e al sequestro della caserma Levante in cui prestavano servizio. Grazie alla sua segnalazione ha preso il via l’indagine. “Io ritengo di aver fatto il mio dovere fino in fondo. Credo nell’Arma dei carabinieri, in cui presto servizio da 26 anni, e nella giustizia”, ha detto ai giornalisti appena terminato il colloquio.

Papaleo è stato sentito come persona informata sui fatti in un lungo colloquio durato 3 ore. A chi gli ha chiesto se non si fidasse dei vertici dell’Arma ha risposto di aver visto in questi giorni “tanti virgolettati e articoli in cui qualcuno ha voluto interpretare il silenzio giustamente impostomi dal mio dovere e anche dall’autorità giudiziaria con interpretazioni di cui ognuno si assumerà le proprie responsabilità e laddove riterrò di procedere, anche a querela”.

“Leggetevi alcuni titoli di giornali – ha aggiunto – alcuni sono stati seri e hanno sottolineato quello che è stato il mio reale ruolo nella vicenda, altri probabilmente spinti o mossi da qualche personaggio o mio detrattore, si sono avventurati in voli pindarici o addirittura progetti machiavellici, gettando ombre sul mio passato, sul mio operato piacentino”.

Intanto arriva una nuova denuncia per Giuseppe Montella, nell’ambito della stessa indagine. Secondo quanto raccontato dal Tgr Rai Emilia-Romagna un artigiano del piacentino ha deciso di sporgere denuncia contro Montella per un episodio del 2016. L’artigiano aveva svolto dei lavori per la compagna di Montella, Maria Luisa Cattaneo, per una somma di circa 20mila euro. Un giorno la donna si sarebbe presentata dall’artigiano con mille euro chiedendogli di chiudere così la questione. L’uomo si sarebbe rifiutato e lei lo avrebbe intimidito chiamando in supporto Montella che lo avrebbe spintonato e minacciato di morte.