La Procura di Perugia ha aperto un’inchiesta sul processo ad Alfredo Romeo in corso a Roma dopo che le indagini si erano svolte a Napoli. L’ha aperta in seguito all’esposto presentato dallo stesso Romeo nel quale si denunciano moltissime irregolarità commesse dagli inquirenti, in fase preliminare, a danni dell’imputato. La notizia dell’apertura di un’inchiesta l’ha data ieri sera il sottosegretario alla giustizia Francesco Paolo Sisto, rispondendo a una interrogazione che era stata presentata dalla deputata di Forza Italia Matilde Siracusano.

Nell’interrogazione si chiedeva l’intervento degli ispettori ministeriali per verificare le irregolarità che – secondo Romeo – stanno minando la credibilità del processo. Il sottosegretario Sisto ha risposto che “nel caso di specie si assume la occorsa e grave violazione di diritti di un imputato a mezzo di ritenute irregolari condotte riconducibili all’organo inquirente.“ Il Sottosegretario ha anche spiegato come la Costituzione garantisce l’inviolabilità dei diritti di difesa e che questi mai possono essere ridotti o conculcati. Però ha precisato che il ministero non può intervenire finché è in corso un’inchiesta giudiziaria sui fatti denunciati. E questa inchiesta – ha annunciato – è in corso a Perugia, dove è stato avviato un procedimento penale “che evidentemente è ancora in fase coperta da segreto investigativo”.

Perciò, al momento, è impossibile mandare ispettori. L’on. Siracusano ha ringraziato il sottosegretario e ha detto di avere molta fiducia nell’impegno del ministero e del ministro Cartabia per porre fine ai casi di malagiustizia. Questa vicenda del processo a Romeo – ha detto – è emblematica ma non è certo isolata o rara. Ci sono stati e ci sono centinaia di altri casi simili. E bisogna trovare il modo perché questo non possa più succedere.