Era prevista una vittoria, forse al primo turno, ma Gaetano Manfredi ha stravinto. È il nuovo sindaco di Napoli, dopo dieci anni di amministrazione di Luigi de Magistris. L’ex rettore e ministro ha preso quasi tre volte i voti del candidato del centrodestra Catello Maresca, che si è fermato intorno al 22%. Manfredi era appoggiato da 13 liste. A suggellare la sua candidatura il cosiddetto “Patto per Napoli” tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. L’affluenza si è attestata al 47,19%, in calo rispetto al 2016 quando fu del 54,12%. “Ricominciamo da qui per guardare avanti”, ha scritto il nuovo primo cittadino postando una foto su Facebook dopo la vittoria.

Manfredi è nato a Ottaviano, provincia di Napoli, il 4 gennaio 1964. Si è laureato in Ingegneria Civile all’Università di Napoli Federico II. Dal 1998 è nominato professore dello stesso ateneo e sei anni più tardi, nel 2004, è diventato rettore dell’ateneo. È stato eletto presidente, dal 2015, della Conferenza dei rettori delle Università Italiane (Crui), carica riconfermata nel 2018, e membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile.

La politica è arrivata nel 2006, quando Manfredi è stato nominato consigliere tecnico del ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione, durante il secondo governo guidato dall’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi. La carica più importante nel dicembre 2019: dopo la caduta del governo Conte 1, di Movimento 5 Stelle e Lega, i grillini si alleano al Partito Democratico e a Liberi e Uguali e restano a Palazzo Chigi. Manfredi viene nominato ministro dell’Università e della Ricerca e resta in carica fino al 13 febbraio 2021, quando Mario Draghi prende il posto di Giuseppe Conte a capo dell’esecutivo.

Durante il suo mandato al dicastero ha affrontato l’emergenza coronavirus e proposto un progetto di riforma, presentato, per abolire l’esame di stato e rendere abilitanti alla professione le professioni di biologo, architetto, farmacista, veterinario, psicologo e dentista, a partire dalla laurea e abolendo l’esame di stato. “La prima cosa che farò? Riaprirò il Comune perché i cittadini mi dicono che chiamano e nessuno risponde al telefono – ha osservato Manfredi – È una città completamente ferma e paralizzata e per questo faremo presto la giunta, per dare risposte nei tempi più brevi possibili”.

La sua candidatura fu comunque piuttosto tormentata: inizialmente Manfredi aveva declinato la candidatura per via dello spaventoso – di almeno 2,5 miliardi di euro, ma non è chiaro a quanto ammonti in totale – debito della città: “Non potrei fare quello che credo si debba fare: rispondere concretamente alle aspettative dei napoletani”, aveva scritto in una lettera. L’accordo per la candidatura arrivò con il cosiddetto “Patto per Napoli”, una serie di impegni politici per garantire una gestione sostenibile del debito di Napoli con l’arrivo di un commissario.

Per ridurre le diseguaglianze tra i quartieri, a questo giornale, il nuovo sindaco dichiarava in un’intervista che punterà a “uno sviluppo policentrico. Bisogna portare infrastrutture e servizi in tutti i quartieri, così da stimolarne la crescita e garantirne la vivibilità. In questo modo non assisteremo più al degrado dei quartieri-ufficio o dei quartieri-dormitorio e avvicineremo le periferie al centro”. Oltre al commissario in campagna elettorale Manfredi ha parlato anche della necessità di modificare il sistema di raccolta dei rifiuti, di aprire più asili nido, di riqualificare Napoli Est.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.