“Nel periodo 28 ottobre-10 novembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,18”, in calo rispetto all’1,43 dello scorso rilevamento”. È quanto si legge nella bozza dell’ultimo report del monitoraggio Covid curato da Iss e Ministero della Salute, con dati relativi al periodo 9-15 novembre 2020. Dati quindi che fanno registrare un generale miglioramento, che però non dovrebbe portare a novità in merito a cambiamenti di zona per le Regioni, in particolare per Lombardia e Piemonte in pressing per uscire dalla rossa.

“Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane – si legge sul documento – da questa settimana in alcune Regioni/PA il valore di Rt stimato è inferiore a 1”.

L’indice infatti appare in calo un po’ ovunque, con quattro regioni già sotto l’1: Lazio (0,82), Liguria (0,89), Molise (0,94) e Sardegna (0,79). Nel resto d’Italia la situazione vede Abruzzo a 1,32, Basilicata 1,46, Calabria 1,06, Campania 1,11, Emilia-Romagna 1,14, Lombardia 1,15, Marche 1,17, Piemonte 1,09, Provincia Bolzano 1,16, Provincia Trento 1,03, Puglia 1,24, Sicilia, 1,14, Toscana 1,31, Umbria 1,06, Val d’Aosta 1,14.

Va sottolineato che l’indice Rt non basta per modificare le misure restrittive nelle regioni, con l’algoritmo che resta basato su 21 indicatori. Il report sottolinea infatti che 18 regioni, con dati aggiornati in questo caso al 18 novembre, è stata superata almeno una soglia critica in area medica (40% di occupazione) o in terapia intensiva (30% di occupazione). “Quasi tutte le Regioni e province autonome hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese”, scrivono gli esperti.

17 REGIONI A RISCHIO ALTO E 3 A RISCHIO MODERATO – “Diciassette Regioni/PA sono classificate a rischio alto e tre a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese comportando di fatto che resta su tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia non controllata e non gestibile”, si legge ancora nel documento, che evidenzia quindi come restino delle possibili criticità.

Le tre regioni “a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese” sono Veneto, Molise e Friuli Venezia Giulia. Per questo, si legge nel report, “si raccomanda alle autorità sanitarie delle 3 Regioni di valutare la possibile adozione di ulteriori misure di mitigazione previste come riportato nel documento ‘Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale’, in raccordo con il Ministero della Salute”.

GLI EFFETTI DELLE MISURE DI CONTENIMENTO – Nel report di Iss e Ministero si legge inoltre “nella maggior parte del territorio nazionale la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 2 con alcune Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è ancora compatibile con uno scenario 3”. Gli esperti quindi sottolineano che la riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente sia dovuta ad un “iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020. Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un Rt>1 e comporta un aumento dei nuovi casi; questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti”.

LA CONFERENZA DI BRUSAFERRO E LOCATELLI – Gli esperti della cabina di regia sul Covid-19 hanno tenuto nel pomeriggio la consueta conferenza stampa settimanale per fare il punto sulla pandemia in Italia, esprimendo un cauto ottimismo per il rallentamento della curva. I dati sono evidentemente indicativi di uno spiraglio significativo che si apre, ma questa è una ragione per insistere. “Evitiamo di ripetere l’errore dell’estate scorsa quando si è pensato fosse tutto alle spalle”, ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli.

“Negli ultimi giorni la curva del numero dei casi comincia ad appiattirsi e rallenta la crescita dell’incidenza dell’epidemia e la probabilità di saturazione dei posti letto si è un po’ allontanata”, ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, sottolineando che “ci troviamo in una fase di rischio alto in tutto il Paese ma arrivano segnali di efficacia delle misure.”.