La situazione Coronavirus in Italia si fa sempre più complicata, anzi, in una “fase acuta” secondo il monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. Una epidemia che nel prossimo mese rischia di raggiungere “valori critici” in alcune Regioni, con dieci di queste (Campania, Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta) che hanno una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese.

Non solo. Tutte le Regioni italiane sono con l’indice Rt sopra 1, tranne Calabria e Basilicata, mentre Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Bolzano, Toscana, Umbria si trovano nel cosiddetto “scenario 3” fissato da Ministero e ISS. Cosa prevede? Secondo il monitoraggio possibili lockdown temporanei a livello locale, chiusura di attività sociali/culturali/sportive e chiusura temporanea delle scuole.

SPALLANZANI – Una situazione critica va segnalata nel Lazio, dove come comunica l’Unità di Crisi COVID-19 della Regione “a  partire da oggi l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive, Lazzaro Spallanzani accetta solo pazienti COVID. Questa disposizione, concordata con la direzione sanitaria e con tutta la rete ospedaliera del Servizio sanitario regionale, è necessaria per garantire la disponibilità dei posti letto per l’emergenza SARS CoV-2”.

NAPOLI – Da mezzanotte invece l’Asl Napoli 1 ha sospeso i ricoveri programmati sia medici che chirurgici, con l’eccezione di quelli con carattere di urgenza non differibili e quelli per pazienti oncologici e oncoematologici medici e chirurgici. Una decisione ovviamente dovuta all’aumento dei contagi da Covid, dedicando più posti letto ai pazienti positivi.

ABRUZZO – Secondo i dati forniti dalle Regioni, l’Abruzzo ha esaurito i posti di terapia intensiva dedicati ai malati Covid. Si avvicinano alla saturazione della capacità massima aggiuntiva Piemonte (83%), Marche (67%), Campania (66%), Toscana (65%) e Sardegna (63%). Le altre Regioni non presentano ad oggi particolari criticità, con tassi di saturazione lontani dal valore massimo. Lo evidenzia il report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma (Altems). Terapie intensive che dunque tengono grazie all’aumento dei posti letto, ma non è però aumentato il numero degli anestesisti.