Non è per niente sicuro che il rapporto tra contagiati e vittime del coronavirus rimarrà quello attuale. Potrebbero tornare a salire, a essere allarmanti, a toccare i picchi della scorsa primavera. Perciò l’Organizzazione Mondiale della Sanità invita a non abbassare la guardia e non trattare con superficialità i numeri, al momento in aumento, dell’emergenza covid-19. “L’attuale scollamento tra la crescita del numero di casi e il numero dei morti”, più basso rispetto alla prima ondata della pandemia, “potrebbe ridursi in maniera molto grave e catastrofica, a meno che non stiamo molto molto attenti”. Lo ha detto chiaramente Mike Ryan, direttore del programma emergenze dell’Oms.

“La minore mortalità è dovuta al fatto che ora siamo in grado di fare più test e tracciamenti” e “curiamo molto meglio i pazienti”, ha aggiunto la dottoressa Maria Van Kerkhove. Quindi se a fare la differenza sono lo screening e la capacità organizzativa nel trattare i malati di ospedali e personale sanitario, resta comunque centrale rispettare le solite accortezze per evitare il contagio. Sui numeri delle ultime settimane è intervenuto anche Tedros Adhanome Ghebreyesus, evidenziando una particolare preoccupazione per le situazioni in Francia e in Gran Bretagna.

“Quasi il 70% di tutti i casi di Covid-19 segnalati a livello globale la scorsa settimana proveniva da 10 paesi, e quasi la metà da soli tre paesi”, ha detto il direttore generale dell’Organizzazione durante il briefing di oggi con la stampa per gli aggiornamenti sulla pandemia di coronavirus. “In tutto il mondo, stiamo assistendo a un aumento del numero di casi segnalati di Covid-19 – ha aggiunto – soprattutto in Europa e nelle Americhe. In ciascuno degli ultimi quattro giorni si è registrato anche il numero più alto di casi segnalati finora”. Al momento, secondo i dati della Johns Hopkins University, i contagi sono stati oltre 37 milioni e i morti oltre un milione in tutto il mondo.

IMMUNITA’ – Nessuna rassicurazione o certezza nemmeno sull’immunità. “La maggior parte delle persone infettate dal virus che causa il Covid-19 sviluppano una risposta immunitaria entro le prime settimane, ma non sappiamo quanto sia forte o duratura. Ci sono stati anche esempi di persone infette da Covid-19 che sono state contagiate per la seconda volta”, ha aggiunto Ghebreyesus, criticando l’approccio dell’immunità di gregge. Smentito quindi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ieri ha affermato di essere immune e di non poter più trasmettere il virus, in barba a ogni evidenza scientifica.