Attracco vietato a Phuket, in Thailandia, per una nave da crociera con bordo 1.631 passeggeri e 984 membri dell’equipaggio, tra cui 64 italiani. Il capo della polizia dell’immigrazione di Phuket Narong Chanaphaikul ha confermato a The Phuket News che gli italiani “stanno bene”. La Thailandia ha imposto restrizioni a causa del coronavirus allo sbarco di persone che arrivano da Cina, Corea del Sud, Hong Kong, Macao, Iran e Italia.

Il capo della polizia dell’immigrazione di Phuket, il colonnello Narong Chanaphaikul ha riferito che anche se non ci sono casi noti di Covid-19 a bordo della nave, “non sarebbe pratico controllare o mettere in quarantena un numero così elevato di passeggeri per una sosta di un giorno”. Il capitano della nave ha negato di aver riscontrato casi di malattia  tra i 1630 passeggeri di tutte le nazionalità e tra il personale di bordo, circa 980 persone. Il divieto di attracco è stato importo per le 64 persone italiane a bordo, tra l’altro tutte provenienti dal Sud Italia.

Le persone che arrivano in Thailandia da Italia e altri cinque Paesi e territori (Corea del Sud, Cina, Macao, Hong Kong, Iran) per 14 giorni dovranno riferire quotidianamente le proprie condizioni di salute alle autorità sanitarie, per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus. Lo ha annunciato il ministero della Salute, aggiungendo che per chi venga sospettato il contagio potrà essere ordinata la quarantena. La misura riguarda sia thailandesi, sia stranieri.

Viste le difficoltà, il comandante ha preferito proseguire sulla rotta della prossima tappa prevista, Penang in Malesia, nella speranza di poter sbarcare i passeggeri per una sosta. I passeggeri sbarcheranno tutti tranne i 64 “sospetti” che dovranno effettuare dei controlli. In caso contrario potrebbe verificarsi una situazione simile a quella della nave Westerdam, rifiutata dalle autorità di Taiwan, del Giappone, delle Filippine e della Thailandia, prima di venire accolta in Cambogia dove sono stati trattenuti sotto osservazione solo due passeggeri con i sintomi del coronavirus.