L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha coniato un nuovo termine: “Infodemia”. Vuol dire, più o meno, epidemia di cattiva informazione. Allarmi, notizie false, ripetute, drammatizzate. È in questo modo che un nuovo virus influenzale, che provoca la polmonite e che ha una mortalità del 2 per cento, diventa la peste e il colera (autorità italiane) e provoca la richiesta di cacciare di scuola i bambini che abbiano avuto contatti con la Cina. Colpa di chi? Di politici che preferiscono un po’ di sano populismo a ragionevoli criteri di governo, e di giornalisti che siccome non sanno fare tanto bene il loro lavoro preferiscono ingigantire gli allarmi. Ingigantire un allarme non costa niente a chi lo ingigantisce. Può portare copie al suo giornale, o click o contatti televisivi, e voti al politico.  E produce danni enormi alla società, ma questo conta poco.