Vannacci costituisce ormai per il centrodestra un rischio mortale. Si tratta, allo stesso tempo, di un potenziale alleato e di un competitore fraudolento, pronto ad allearsi ma, se le condizioni glielo consentono, anche a trafiggere i suoi alleati nel nome della purezza della missione che si intesta. È intenzionato a rubare alla destra di governo voti e politica. Se i risultati elettorali lo imporranno, si schiererà con l’attuale coalizione cercando di dettarle la linea anche al fine di dimostrarne l’insufficiente capacità di incidere nella politica italiana. Esistono dunque tutte le condizioni perché la destra di governo venga radicalmente ripensata dal Generale.

Stando così le cose, se la maggioranza avrà bisogno del soccorso di Vannacci, dovrà accettarne il primato. Insomma, le condizioni poste dal Generale, qualora dovesse rendersi necessario il suo supporto, saranno particolarmente onerose. Il progetto vannacciano è quello di fagocitare eventuali sodali, approfittando dello stato di necessità. Con un alleato così ingombrante, il centrodestra si troverebbe insomma nella condizione di dover scegliere tra bere o affogare. Il Generale tende a erodere il tradizionale bacino elettorale della destra, sottolineandone anche da alleato l’inaffidabilità. A una destra ritenuta imbolsita e inefficace si sostituirebbe un’estrema destra dal piglio esplicitamente squadrista.

Meloni si trova ora a dover fare scelte difficili, considerata l’attitudine di Vannacci a inglobare i potenziali alleati (Salvini docet). Si tratterebbe di una deriva antipartitica che pare estranea alla storia politica di Meloni. Occorre capire se, di fronte alle difficoltà di governo, la leader farà di necessità virtù o andrà a elezioni anticipate. Insomma, il Generale promette sconquassi nella destra. Lo ha fatto capire in modo esplicito fronteggiando sul nascere possibili iniziative della famiglia Berlusconi tese a ridisegnare l’identità del centrodestra. Davanti a questa prospettiva, Vannacci è subito intervenuto spiegando che i Berlusconi si occupano di televisioni e di affari, e che non hanno nulla a che fare con la politica. Si tratta di un avviso ai naviganti che la dice lunga sul tipo di egemonia che il Generale intende imporre a un’eventuale destra rifondata sotto la sua egida.