Sono trascorsi quasi sei mesi dal crollo all’interno del cimitero monumentale di Napoli e ancora manca un censimento dei loculi danneggiati o completamente distrutti. «Manca un censimento e la Curia ci ha risposto che sta cercando negli archivi, dove spesso risulta solo il nome dell’intestatario del loculo ma non l’indicazione puntuale delle altre salme ospitate», spiega all’agenzia Dire Pina Caccavale, presidente del comitato “Crollo 5 gennaio 2022 – Insieme per non dimenticare” che raccoglie circa ottanta familiari dei defunti le cui spoglie erano nei loculi crollati lo scorso gennaio in seguito al cedimento delle congreghe dei Dottori Bianchi e di San Gioacchino, nella zona più antica del cimitero di Poggioreale.

E proprio per cercare di favorire un censimento dettagliato delle salme, alcuni rappresentanti del comitato hanno realizzato un grafico con i nomi indicati sulle lastre di marmo ormai distrutte. «Vogliamo essere presenti e presi in considerazione dal Comune», affermano. In passato c’era stata l’approvazione di un protocollo di collaborazione e assistenza tecnica tra Palazzo San Giacomo e il comando dei vigili del fuoco per le attività di recupero dei resti dei defunti e delle urne cinerarie dei defunti dai manufatti dissestati e interessati dal crollo di gennaio.

Poi, tra il 4 e il 5 giugno scorsi, si era verificato un nuovo cedimento che aveva coinvolto ancora una porzione dell’edificio dell’arciconfraternita di San Gioacchino. Tra i familiari dei defunti, quindi, cresce il timore che i resti non siano correttamente attribuiti ai loro familiari. Per questo in serata, all’esterno dell’ossario, il comitato ha organizzato ieri una manifestazione e l’incontro con il parlamentare della Lega, Gianluca Cantalamessa, che il 22 giugno scorso aveva portato la questione del crollo nell’aula di Montecitorio annunciando l’intenzione di coinvolgere il ministero della Sanità per valutare la sussistenza di eventuali carenze igienico-sanitarie e ripristinare lo stato dei luoghi.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).