Un camion verde sospeso sul ponte nell’ultima parte rimasta intatta, mentre tutto il resto andava in rovina. E’ questa l’immagine emblematica che ha fatto il giro del mondo quando esattamente due anni fa, alle ore 11:36 del 14 agosto 2018, la sezione del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, lunga 250 metri, è improvvisamente crollata provocando la morte di 43 persone.

Da pochi giorni è stato inaugurato il nuovo Ponte San Giorgio, chiamato così in onore del capoluogo ligure che ha subito questa tragedia, ma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non dimentica di dare un pensiero e un messaggio di “verità e giustizia” a chi ha perso i propri parenti nel crollo del ponte. In questa giornata di commemorazione e dolore il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’intervista a La Stampa ha tenuto a ribadire la sua vicinanza a tutte le persone che hanno i loro cari in quella tragedia: “Non mi sento di fare promesse a persone che hanno sofferto così gravi perdite. Garantisco però l’impegno a far sì che da questa tragedia origini una più scrupolosa attenzione da parte dello Stato per le infrastrutture pubbliche. In questi giorni stiamo finalizzando il negoziato con Autostrade e confido che la soluzione definitiva possa rivelarsi un concreto segnale per loro”, continua Conte.

“Continueremo inoltre ad essere al fianco delle famiglie delle vittime sino a quando non si concluderanno gli accertamenti penali in corso e non verranno imputate in via definitiva le relative responsabilità”. Sulla responsabilità per carenza di manutenzione “Non intendiamo cancellare un bel nulla. Per quanto ci riguarda gli accordi che andremo a sottoscrivere non prevedono rinunce a eventuali azioni di responsabilità. Tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente dall’accertamento di responsabilità presenti, passate e future, ove sussistano gravi inadempienze e imperdonabili negligenze”, ha chiarito Conte.

La partecipazione dello Stato in Autostrade “contribuirà ad assicurare più controlli e sicurezza sulla nostra rete. Non solo. Permetterà anche più efficienza e tariffe più eque. Le nostre infrastrutture sono un bene pubblico prezioso, non consentiremo più che questo principio venga calpestato”. Le parole del Presidente Mattarella – che sul Secolo XIX scrisse: la ferita non sarà sanata fino a quando non saranno individuati e puniti i responsabili della tragedia e non saranno realizzate le condizioni perché un fatto tanto grave non si ripeta – “sono un continuo stimolo, per noi, utile a garantire che una tragedia del genere non si ripeta più”, ha sottolineato Conte che oggi tornerà a Genova per commemorare le 43 vittime del Morandi e per rendere omaggio alla Radura della Memoria, a loro dedicata.

Per quanto riguarda la discussa intesa con Atlantia e i Benetton, Conte ha ribadito: “Stiamo lavorando senza sosta anche in questi giorni. Rimangono da definire molte questioni di dettaglio. L’importante è che siano rispettati tutti gli impegni assunti da Aspi e da Atlantia con la lettera del 14 luglio scorso. Il procedimento di contestazione a suo tempo aperto si chiuderà solo quando verranno apposte tutte le firme ai relativi accordi. Al momento, sono due i tavoli tecnici in corso, quello per riscrivere la concessione e quello che riguarda il nuovo assetto della società”, ha chiarito Conte.

LA LETTERA DI MATTARELLA – “La giusta richiesta  dei familiari delle vittime del ponte Morandi  di verità e giustizia per i propri cari, inghiottiti dal crollo del ponte, è stata accompagnata dalla forte e sofferta esortazione che vengano in ogni modo evitati in futuro disastri simili con nuovi lutti e nuove vittime”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera pubblicata sul Secolo XIX in occasione dei due anni dal crollo del ponte Morandi, ha ricordato l’incontro avuto in prefettura con alcuni rappresentanti dei familiari delle vittime prima dell’inaugurazione del nuovo ponte.

“Occorre ripartire dalla sollecitazione” avanzata dai familiari delle vittime del ponte Morandi, che non si ripetano più disastri simili, “mentre prosegue, con doverosa determinazione, l’azione di accertamento delle cause e delle responsabilità del crollo – per sviluppare e, per qualche aspetto, ricostruire un’affidabile cultura della sicurezza, di adeguata manutenzione e del controllo che coinvolga e responsabilizzi imprese, enti pubblici, istituzioni locali e nazionali, università, mondo della ricerca”.

LA COMMEMORAZIONE – Intanto la città di Genova si prepara al giorno del ricordo dedicato alla commemorazione delle 43 vittime. Alle celebrazioni, previste nell’area allestita sotto le campate del nuovo ponte San Giorgio, inaugurato lo scorso 3 agosto oltre al Presidente Giuseppe Conte, è previsto l’arrivo dei ministri delle Infrastrutture Paola De Micheli e della Giustizia, Alfonso Bonafede, oltre a quello del sindaco Marco Bucci e del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.  Alle 11.36, l’ora del crollo, verrà osservato un minuto di silenzio seguito dalla lettura di alcune parti del libro dedicato alle vittime.

Nel pomeriggio invece, alle 15, nella sede del Comune a palazzo Tursi, verrà scoperta la targa con i nomi di chi perse la vita nel crollo del viadotto di Genova. In serata sono state organizzate 3 fiaccolate, aperte al pubblico, con partenza da Cornigliano, Certosa e Sampierdarena, e arrivo in via Fillak nella nuova Radura della Memoria, dove sorgerà il più ampio progetto del Parco del Ponte con il memoriale pensato dall’architetto Stefano Boeri.